Maggio 7, 2008...11:07 am
Myanmar: bloccati i visti per aiuti internazionali
Le autorità non fanno entrare soccorsi
Situazione paradossale in Birmania. Mentre il mondo si mobilita per soccorrere la popolazione duramente colpita dal ciclone Nargis che ha provocato 60mila tra morti e dispersi e migliaia di senzatetto, le autorità del Paese continuano a negare l’ingresso dei soccorritori e degli aiuti. Diverse squadre sono ferme oltreconfine in attesa dei visti. In particolare la giunta militare non accetta interventi da parte americana.
Così gruppi di soccorritori inviati dagli Stati Uniti, dall’Onu e da altri Paesi, sono fermi a Bangkok, in Thailandia, in attesa del via libera di Rangoon.
Addirittura, un giornalista della Bbc, Andrew Harding, recatosi in Birmania per seguire i postumi del ciclone Nargis, è stato espulso dal Paese. il quotidiano ufficiale ‘Nuova Luce del Myanmar’, precisando che Harding è stato espulso per aver “infranto le regole sui visti”. Il regime militare birmano ha accusato il giornalista di aver cercato di entrare nel Paese con un visto turistico.
Una situazione paradossale per quella che l’inviato speciale UE per la Birmania, Piero Fassino, ha definito una “catastrofe umanitaria spaventosa”.
Dall’Onu all’Unione Europea, dagli Stati Uniti alla Nuova Zelanda, sono decine i Paesi che hanno annunciato di aver inviato aiuti economici o in squadre di soccorso.
“Le Nazioni Unite - ha dichiarato il segretario dell’Onu, Ban Ki-moon - faranno tutto ciò che potranno per fornire assistenza urgente alla Birmania, dove centinaia di migliaia di persone hanno bisogno di aiuto”.
L’Unione Europea ha già stanziato un primo intervento di 2 milioni di euro, ed è pronta - come annunciato dall’Alto Rappresentante per la politica estera Ue, Javier Solana - “a inviare tutto ciò che serve”.
La stessa cifra in dollari è stata stanziata dal Canada che ha annunciato di aver conferito la cittadinanza onoraria canadese alla dissidente Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace.
Gli Stati Uniti hanno stanziato 3 milioni di dollari ma li hanno affidati all’Onu per bypassare l’opposizione delle autorità birmane a ricevere contributi dal Paese che aveva promosso aspre sanzioni contro di loro.
L’Italia che, tramite il ministero degli Esteri, già martedì aveva stanziato 123 mila euro per la prima assistenza alla popolazione, giovedì farà partire un volo umanitario con 30 tonnellate di beni di prima necessita’ (tende, depuratori d’acqua, generatori, kit sanitari). La Farnesina fornira’ poi aiuti per un milione di euro (500mila tramite il Pam, 500mila a un fondo emergenza Onu), piu’ 300.000 euro riguardanti l’invio di generi sanitari di emergenza con un volo dell’OMS.
Intanto la Croce rossa internazionale lancia l’appello a raccogliere 4 milioni di euro per portare tende, acqua, zanzariere e altri aiuti, e l’associazione Save The Children per la Birmania parla di milioni di senzatetto e di rischio di epidemie con le migliaia di cadaveri lasciati dalle acque che si stanno ritirando.
Fonte: TGCom.












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