Gennaio 27, 2009...12:18 pm

Il testamento di un giornalista

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In Sri Lanka c’è un mestiere, oltre a quello del soldato, che richiede il sacrificio della vita. E’ il lavoro del giornalista. Negli ultimi anni i mezzi di infromazione indipendenti hanno subìto un numero crescente di attacchi. Le loro sedi sono state bruciate, bombardate o chiuse. Molti giornalisti sono stati intimiditi, minacciati o uccisi.

Lavoro nel giornalismo da tanto tempo. Nel 2009 il Sunday Leader compie quindici anni. In questo periodo sono cambiate molte cose nello Sri Lanka, soprattutto in peggio. Siamo nel pieno di una guerra civile combattuta da individui assettati di sangue. Il terrore, che venga dal terrorismo o dallo stato, è all’ordine del giorno. L’omicidio è il principale strumento con cui lo stato tenta di controllare chi difende le libertà civili. Oggi sono i giornalisti, domani saranno i giudici.

Il Sunday Leader è un giornale controverso perché noi chiamiamo le cose con il loro nome. Non usiamo eufemismi. I nostri articoli d’inchiesta si basano su prove documentarie ottenute grazie al senso civico dei cittadini, che ci fanno arrivare il materiale correndo grossi rischi. Ogni giornale ha il suo taglio, e noi non nascondiamo il nostro. Ci impegnamo perché lo Sri lanka diventi una democrazia trasparente, laica e liberale. Trasparente perché il governo deve rispondere al popolo e non abusare della sua fiducia. Laica perché, in una società multietnica, il laicismo è l’unico terreno comune. Liberale perché tutti gli esseri umani sono diversi e vanno accettati per quello che sono. E democratico: se c’è bisogno che vi spieghi perché, è meglio che smettiate di comprare questo giornale.

Il Sunday Leader non si è mai nascosto dietro le opinioni della maggioranza. Abbiamo sostenuto che il terrorismo separatista va debellato ma che è più importante analizzarne le cause. Ci siamo anche battuti contro il terrorismo di stato nella cosiddetta guerra al terrore e non abbiamo taciuto il nostro orrore per il fatto che lo Sri Lanka è l’unico paese al mondo che bombarda regolarmente i suoi cittadini. Per questo siamo stati definiti traditori. Ma se questo è tradimento, allora ne siamo orgogliosi.

La nostra ostilità per la guerra non deve essere confusa con il sostegno alle Tigri. Le Tigri per la liberazione della patria Tamil (Ltte) sono una delle organizzazioni più spietate e sanguinarie del mondo e vanno eliminate. Tuttavia, combatterle violando i diritti dei cittadini tamil, bombardandoli e uccidendoli senza pietà, non solo è sbagliato ma disonora i singalesi. L’occupazione militare del nord e dell’est del paese costringeranno i tamil di quelle zone a vivere per sempre come cittadini di serie B. Non pensate di poterli placare ricoprendoli di “sviluppo” e “ricostruzione” dopo la guerra. Le ferite li segneranno per sempre. Si sa che sono stato brutalmente aggredito in due occasioni e che, in una terza, hanno sparato raffiche di mitragliatrice contro casa mia. Malgrado le ipocrite dichiarazioni del governo, la polizia non ha mai aperto un’indagine seria per scoprire chi fossero gli autori delle aggressioni, ancora a piede libero. Ho motivo di credere che tutti e tre gli episodi siano stati ispirati dal governo. Quando sarò ucciso, il responsabile sarà il governo.

Ricordatevi questo: il Sunday Leader esiste per voi, che siate singalesi, tamil, musulmani, di casta bassa, omosessuali, dissidenti o invalidi. Il suo staff continuerà a lottare, indomito e senza paura, con il coraggio a cui siete abituati. Non date per scontato questo impegno.

Sia ben chiaro che qualunque sacrificio facciamo noi giornalisti, non è per la gloria o l’arricchimento personale: è per voi. Che lo meritiate o meno è un’altra questione. Quanto a me, Dio solo sa se ci ho provato.

Lasantha Wickramatunga

Direttore e fondatore del settimanale srilankese “The Sunday Leader”, è stato assassinato l’ 8 gennaio 2009 mentre si recava al lavoro in automobile.
Questo articolo è uscito tre giorni dopo con il titolo “And then they came for me” .

Fonte: Internazionale.

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