Archivi delle etichette: india

Ridefinire una lunga guerra

Un interessante articolo della WPR, dove in pochi punti si cerca di capire come gli Stati Uniti possano ottenere la massima resa defalcando gli sforzi.

Pakistan: pazienza e non punizioni

Il constatare che Osama Bin Laden ha vissuto a meno di un miglio da un’accademia militare pakistana ha sollevato una serie di interrogativi sulla situazione dell’Esercito e dei servizi di intelligence pakistani, puntando il dito e l’obiettivo sulla debolezza di questo Stato.
Un articolo del New York Times.

Libia: un’ottima vetrina per la compravendita di armi

Potenziali compratori dall’India e dal Brasile hanno la possibilità di vedere in azione le nuove tecnologie in campo militare.
Da un articolo della Msnbc.

L’invisibile armata delle vedove indiane

Sono 40 milioni: senza soldi né diritti.
Viaggio nei loro eremitaggi-rifugio: affamate, scheletriche, fuggono nella città santa di Vrindavan.
I padroni degli ashram spesso approfittano delle più giovani prima di venderle.

Uno splendido reportage, corredato da video, di Ettore Mo.

La mappa del futuro nucleare asiatico

Il nuovo START è entrato in vigore.
E ‘giunto il momento per i Paesi asiatici di rafforzare ed aiutare ad affrontare la minaccia nucleare.
Un articolo di Richard Weitz.

Bihar: il mistero dei bambini ciechi

Almeno 18 bambini sono nati ciechi negli ultimi tre mesi in un distretto dello Stato indiano di Bihar.
Si tratta di una vicenda dai contorni misteriosi, che le autorità attribuiscono, ma senza certezze, all’alto livello di arsenico presente nell’acqua utilizzata dalle famiglie.
Il locale ministro della Sanità, Nand Kishore Yadav, dice comunque che “non esiste una risposta definitiva a quanto sta accadendo”.
Tutta la stampa italiana sta discutendo con preoccupazione dell’inspiegabile fenomeno che sta colpendo la popolazione del territorio indiano. Il ministro ha indicato che contatti sono in corso con i principali istituti oftalmologici pediatrici indiani e anche “con esperti negli Stati Uniti, da cui speriamo di avere una risposta convincente per quanto sta accadendo”.
Da qualche tempo, nei villaggi di Bihiya, Sahpur e Barehara, nelle famiglie stanno nascendo neonati privi della vista, e questo fatto sta evidentemente gettando nella disperazione le famiglie.
In attesa di indicazioni concrete, il governo locale sembra propendere per spiegare l’accaduto con l’inquinamento dell’acqua potabile con arsenico, o metalli come piombo. Ma un medico del distretto civile, K.K. Labh, ritiene che “se così fosse, la patologia dovrebbe colpire anche la popolazione che vive vicino al fiume, e così non è”.
“Per me – conclude – non è da escludere la responsabilità delle radiazioni elettromagnetiche dei ripetitori di telefonia cellulare”.

Fonte: TGCom.

Su Bhopal c’è ancora una nube…

All’asilo che mio figlio frequentava a Mumbai i bambini non dovevano mai pulire quello che sporcavano: ci pensava la servitù.
Per questo mi è piaciuta molto la scuola dove l’ho mandato quando ci siamo trasferiti a Brooklyn: li le maestre, a fine giornata, dicevano ai bambini di mettere in ordine. “E’ ora di fare le pulizie!”, cantava mio figlio a sei anni mentre raccoglieva allegramente le sue porcheriole. Meravigliosa tradizione americana, quella di pulire sempre dove hai sporcato.

E’ passato da poco il venticinquesimo anniversario del disastro di Bhopal, l’epica porcheria che cominciò una notte in cui una nube di gas velenoso fuoriuscì da una fabbrica di pesticidi di proprierà della Union Carbide, il gigante americano della chimica.
Prima del sorgere del sole, quasi quattromila persone morirono.
Se ne ammalarono oltre cinquecentomila, molte delle quali di gravi patologie polmonari ed oculari.
Altre quindicimila sono morte per le conseguenze di quella fuga di gas, e sembra che continuino a morirne tra le dieci e le trenta al mese, semplicemente per essere state esposte alle centinaia di tonnellate di scorie tossiche rimaste nello stabilimento abbandonato.

Ma la cosa che lascia attoniti è che il sito del disastro non è ancora stato ripulito perché la Dow Chemical, che in seguito ha compreso la Union Carbide, declina ogni responsabilità in merito.
La falda idrica è contaminata, i figli dei superstiti soffrono di anomalie genetiche e le vittime sono ormai costrette a chiedere la carità per strada, perché i magri risarcimenti ricevuti sono finiti da un pezzo.

L’isocianato di metile è una sostanza chimica letale che si usa contro gli insetti.
Per i sopravvissuti, la notte che ne uscirono quaranta tonnellate dall’impianto sotto forma di nube tossica è la pietra miliare che segna un “prima” ed un “dopo” nella loro vita. Parlano ancora del gas come di un’entità che conoscono bene: ricordano che uccise i bufali e i maiali, ma risparmiò i polli; che imboccò la direzione di Jahangirabad road e di Hamidia road, ignorando altri quartieri della città; che in certi punti rimase attaccata alla terra bagnata, mentre in altri rimase sospesa in aria all’altezza della vita. Ricordano che la videro attraversare la strada e scendere giù dall’altra parte, come quando stai in un punto dove c’è il sole e osservi una nube carica di pioggia.
Gli abitanti di Bhopal tentarono di fuggire tenendo i figli stretti a se.
Ogni tanto un bimbo cadeva a terra boccheggiante e i genitori dovevano scegliere quale dei figli portare in spalla.

Nel 2001 la Dow Chemical ha comprato la Union Carbide per 11 miliardi e 600milioni di dollari e si è affrettata a prendere le distanze del disastro.
La Union Carbide è colpevole? Peccato, non esiste più.
L’anno seguente l’azienda ha accantonato due miliardi e duecento milioni di dollari per affrontare le possibili richieste di risarcimento legate all’amianto prodotto dalla Union Carbide nei suoi stabilimenti negli Stati Uniti.
Il totale dei risarcimenti versati a Bhopal, invece, fu di 470 milioni di dollari:
- 2.200$ in media ai familiari dei morti;
- 550$ ai feriti.
“Una bella sommetta per un indiano”, ha commentato una portavoce della Dow Chemical.

Ciò che ha permesso alla Union Carbide e alla Dw Chemical di farla franca è il sistema giuridico internazionale, che protegge le multinazionali dalle proprie responsabilità.
Warren Anderson, che all’epoca era amministratore delegato della Union Carbide, oggi vive in un esilio dorato negli Hamptons, rinomata località marittima ad est di New York, benché sul suo capo penda un mandato di arresto internazionale per omicidio colposo.
Il governo indiano non ha ancora avanzato nessuna richiesta di estradizione e, temendo di disincentivare gli investitori stranieri, non ha fatto pressioni sulle autorità statunitensi per la bonifica dell’impianto.

Quello che manca, in tutta questa triste vicenda, è un minimo di comprensione nei confronti delle vittime.
I superstiti di Bhopal chiedono solo di essere trattati da esseri umani che hanno diritto a un po’ di dignità, e a delle scuse.

Un’altra bellissima cosa che mio figlio ha imparato nella scuola di Brooklyn è che quando hai fatto qualcosa di brutto, ti devi scusare.
Adesso è ora di fare le pulizie.

Fonte: Internazionale.

Jammu e Kashmir: i cattolici chiedono al Governo sicurezza per le loro scuole

La Chiesa cattolica dello Jammu e Kashmir minaccia di chiudere le sue scuole se il governo non provvede a garantire sicurezza per i suoi insegnanti e dipendenti invece di interferire negli affari interni degli istituti cattolici.

È quanto afferma Joseph TK, dell’ufficio relazioni esterne della Chiesa locale, dopo che il district collector di Baramulla è intervenuto in una disputa tra l’amministrazione ed alcuni docenti della locale Joseph Higher Secondary School. All’origine della vicenda la protesta di alcuni professori che accusavano l’amministrazione dell’istituto di partigianeria e discriminazione di alcuni insegnanti.

Per le autorità scolastiche l’azione del rappresentante governativo è un’interferenza nella gestione della scuola. Esse chiedono al governo di indagare sul movente “anti-cristiano e anti-religioso” che ha spinto alcuni docenti a inscenare le proteste, piuttosto che intervenire su materie interne all’istituto su cui gli ufficiali pubblici non hanno competenze. La Chiesa ha presentato un memorandum ad Omar Abdullah, Chief Ministers dello Stato, chiedendo sicurezza per i suoi istituti ed i dipendenti in essi impiegati.

Mons. Peter Celestine, vescovo della diocesi di Jammu-Srinagar, spiega ad AsiaNews che “la situazione politica nello Stato è molto instabile e c’è un clima di tensione tra le diverse fazioni che tocca anche la Chiesa nonostante essa non sia legata a nessun partito”.
Nello Jammu e Kashmir “i cristiani sono all’incirca 14mila – afferma il vescovo – e rappresentano una esigua minoranza, meno dello 0,0014% della popolazione a stragrande maggioranza musulmana”. Nonostante questo la Chiesa gestisce numerose opere nell’ambito dell’assistenza e dell’educazione. Le scuole ospitano circa 7mila studenti per lo più di religione islamica ed il vescovo di Jammu-Srinagar dice che “i giovani musulmani sono liberi di vestire secondo i dettami del Corano: le ragazze possono portare il purdah ed i ragazzi la taqiyah”.

“Ogni tanto si verificano attacchi alle nostre opere – dice mons. Celestine – ed anche il personale viene minacciato sulla base di notizie fabbricate ad arte”. Il vescovo non avanza sospetti sulle autorità governative, che “hanno pieno rispetto per l’attività dei missionari”, e spiega che la Chiesa “ha rapporti cordiali con i leader musulmani”. Egli chiede però all’amministrazione di vigilare con attenzione sui fenomeni di discriminazione che interessano le minoranze dello Stato e soprattutto i cristiani.

Fonte: AsiaNews.

jammukashmir

VI Festival dell’India

Parco Culturale “LE SERRE” DI Grugliasco (TO).
Dal 2 al 4 Ottobre 2009.

Il solo evento in Europa interamente dedicato alla Cultura Indiana per far vivere l’incantesimo delle leggende, delle danze, delle sonorità ritmiche delle percussioni, l’incanto dei profumi asiatici, il sottile fascino della profonda filosofia.
Dove trovare, in 3 giorni, tutta la magia e l’incanto di questa meravigliosa cultura che affonda le sue radici nei grandi poemi Mahabharata e Ramayana… nelle leggende dei sacri testi agamici e puranici.

Con le danze, la cucina, i riti e la spiritualità, le discipline irresistibilmente affascinanti e seducenti.
E i deliziosi assaggi della cucina profumata e speziata, il rito del tè, l’artigianato, gli spettacoli, le coinvolgenti kermesse di danza e musica.

Senza dimenticare la scienza dello Yoga e la terapia del massaggio Ayurvedico – con gli oli tipici dei centri ayurvedici e la medicina che si sta imponendo anche in Occidente e… ultima ma non ultima la spiritualità a 360 gradi con la riunione delle varie fedi religiose in un simposio interreligioso aperto al dibattito.

RAGGI DI UN’UNICA LUCE

Questo evento non desidera trattare di religioni e dogmi ma di qualcosa super partes: La Spiritualità.
Ma è talmente difficile parlare di Spiritualità, di Essenza o di qualcosa di Trascendente in questi anni così impegnati nello sforzo dell’Apparire e avulsi dall’Essere, che la parola Spiritualità potrebbe anche non essere capita nel suo giusto significato o addirittura derisa.

Questo appuntamento nasce dal desiderio di far comprendere che ogni religione, fede, spiritualità o credo ha una base comune, una piattaforma su cui ogni linea spirituale può camminare. Sono delle fondamenta solide costruite con metodi e canoni comuni; poi sta a chi edifica scegliere se elevare una cattedrale, un tempio oppure un lupanare o una stamberga.
Quindi una piattaforma eterna ed infinita.
Ecco perché il titolo RAGGI DI UN’UNICA LUCE. E ciascuno può percorrere uno qualsiasi di questi Raggi e arrivare così a quell’eterna Luce, comune a tutte le spiritualità. Appoggiarsi ad una Forma per arrivare ad un Informe.
Come i modi per arrivare a comprendere l’Origine sono tanti quanti sono gli individui, anche le forme dell’Informe (che si potrebbe chiamare Dio, Allah, Brahman, Jeova, Manitu, Zoroastro, Buddha, Gesù e così via), lo sono.
La mente, la devozione e la visione limitata, hanno bisogno di appoggiarsi alla Forma, che viene utilizzata come una leva per sollevare la propria consapevolezza al concetto del Principio Senza Forma. L’uomo e le varie forme dell’universo, siano esse piante, animali, minerali, sono un solo unico Essere, un Unico Respiro.
Questa è la peculiarità basilare per riconoscersi come appartenenti ad un’Unica Grande Anima; un concetto che ingloba ogni ideologia, religione, spiritualità rispettando ogni punto di vista e percorso necessari per arrivare al centro, all’Essenza.

Partecipano rappresentanti di:
- SUFISMO
- BUDDHISMO
- CATTOLICESIMO
- ANIMISMO
- UMANESIMO LAICO
- SANATANA DHARMA
- CRISTIANESIMO ORTODOSSO
- SIKHISMO
- ISLAM
- INDUISMO
- EBRAISMO
- SCIAMANESIMO

Ed altre linee spirituali…

FESTIVAL
Siamo sicuri che l’evento, vista la sua natura ed i suoi contenuti, possa catturare l’attenzione di molte persone che già si interessano di:
culture orientali in generale;
discipline tradizionali come lo Yoga, l’Ayurveda, la Meditazione;
discipline olistiche;
danze etniche classiche e moderne;
arte, folclore e tradizioni;
alimentazione naturale;
religione e filosofia;
viaggi.

Crediamo anche però, che possa stuzzicare la curiosità di tutti coloro che, invece, non si sono mai interessati a questi argomenti ma che desiderano “guardarsi intorno”, conoscere altre realtà con altre tradizioni ed abitudini; “toccare con mano” che differenze e diversità possono costituire una ricchezza, diventare risorse fondamentali per crescere e progredire come individui, realizzando, innanzitutto in noi stessi, i cambiamenti che vorremmo vedere nel mondo.

Per Info:
World Events Committee 388.1062946
segreteria@indiafestival.it
www.indiafestival.it

Fonte: Promiseland.