Archivi del mese: giugno 2007

“Il rumore dell’erba che cresce”

– Posso frustarla?

-Certo.

– Posso infilarle chiodi nei capezzoli?

– Sicuro, tutto quello che vuoi.

-Se viene danneggiata, mi aiuti a ripararla?

– Vuoi che muoia?

– Che succede se muore?

– Bisognerà trovare il modo di far sparire il corpo e le prove.

– Quanto costerà tutta l’operazione?

– Cinquemila dollari.

– Va bene. Si può fare.

Colloquio telefonico fra un “onorato” pedofilo italiano (poi arrestato) e il suo “fornitore” americano.

 

Queste poche righe sono state le prime saltatemi agli occhi sfogliando il libro di Marco Scarpati in libreria.

La prima reazione è stata di riporlo sullo scaffale.

Mentre continuavo il giro mi tornavano in mente quelle frasi. L’ho comprato perché dovevo sapere.

Quando si parla di pedofilia, la reazione immediata è di schifo, di sdegno e di pietà per i bimbi che conoscono uno dei lati peggiori degli adulti. Difficilmente si scava oltre, sia riguardo alle vittime che ai loro aguzzini. 

Marco Scarpati è avvocato e professore universitario, nonché Presidente dell’ECPAT Italia, un’associazione internazionale che si batte contro lo sfruttamento sessuale dei minori. La forza di questo suo libro sta anche in un pensiero della sua introduzione: “…Su alcuni episodi, però, non ho potuto e voluto soprassedere. Mi scuso fin da ora se alcune parti potranno sembrare dure per il linguaggio e per i temi trattati. Ho provato a renderli meno gravi, ma il tutto mi sembrava falso: ci sono cose che, per rispetto alle persone che hanno dovuto subirle, non possono essere chiamate con un altro nome di quello universalmente conosciuto. Un bordello colmo di bambini e la violenza che in esso si esercita sono solo “sangue e merda”, e sarebbe un sopruso renderli accettabili con termini più dolci o, persino, tentare di farli sembrare più piacevoli…” .

Scarpati racconta in modo limpido, senza omissioni, il torbido dello sfruttamento sessuale dei minori in Cambogia. Lo fa sempre in modo asciutto, senza coinvolgimenti marcati o barocchismi strappalacrime (anche se, vi assicuro, la storia della piccola Da mi ha fatto diventare gli occhi lucidi per molte pagine) e lo fa tendando sempre di andare un po’ oltre. Come scrive Beppe Carletti (ndr: il fondatore del gruppo I Nomadi), la sua forza è il non abituarsi mai alla sofferenza. Così come mai si stanca di sottolineare il lavoro delle grandi organizzazioni internazionali, per le quali i bambini vittime di abusi sono semplicemente statistiche e numeri  “…lei stessa li chiamava bambini invisibili e io pensavo, mentre lo diceva, che nessuna parola era più sbagliata ed offensiva: tutti quei bambini erano visibilissimi, solo che nessuno voleva vederli. …Ad essere messi all’asta erano quasi sempre bambini di strada, quindi di per se inesistenti. L’esperienza insegna che nessuno ha mai pianto la loro scomparsa. Nessuno ha mai cercato la loro tomba. E poi se anche ci fosse stata una tomba, nessuno avrebbe mai portato un fiore in loro ricordo…” .

Personalmente l’ho trovato un libro molto duro, ma fondamentale per capire la situazione dei bambini nel sud-est asiatico. Mi è servito per riflettere, per pensare anche a quanti piccoli, in Paesi molto più evoluti, siano costretti a subire questo vero e proprio calvario: magari non vengono venduti (almeno, non sempre) ma subiscono ogni tipo di sopruso in famiglia, proprio dalle persone che più al Mondo dovrebbero proteggerli.

 

Titolo: Il rumore dell’erba che cresce

Autore: Marco Scarpati

Edizione: Infinito Editori

Prezzo: 12euro    I diritti d’autore sull’acquisto di ogni copia vengono devoluti all’ECPAT .

Ed ora, un po’ di me…

Nel 1978, nel bel mezzo delle risaie vercellesi, nasceva una bella bambina cicciotta, giusto giusto all’ora della merenda…

Dalla mamma, sarda, ho preso la testa dura e il non star mai con le mani in mano.

Dal babbo, mezzo piemontese e mezzo ligure, ho preso la faccia di tolla e la passione per la Storia. Il mio fratello maggiore dice anche i baffi…ma questo non è un forum di trucco e parruco, per cui…

Ho avuto la grande fortuna di vivere per molto tempo in cascina con i nonni. Famiglia di cacciatori, anche se io mi aggregavo per portare a spasso il cane.

Ed è stato proprio grazie ai lunghi pomeriggi passati in campagna da sola che è nato il mio amore per i libri. Ne leggo moltissimi ogni anno, ma con giudizio…non mi interessa fagocitare senza assimilare nulla. Ecco perché non faccio distinzioni tra libri prezioni o meno: sono tutti personalizzati da sottolineature, appunti a margine, foglietti segnapagina…

Il mio trasferimento nella Capitale è avvenuto ormai anni fa.

Nemmeno a scriverlo: passavo ore a girare tutte le librerie più grandi, ma anche le bancarelle dell’usato di via delle Terme di Diocleziano.

Altra grande passione, il Cinema, soprattutto quello a tema storico e bellico. Nel mio percorso di studi dovevo laurearmi in Storia e Critica del Cinema, ed avevo praticamente pronta la tesi sul film “All quiet on the Western front” di Lewis Milestone…poi un incontro casuale ed importantissimo ha portato tutto in un’altra direzione. Ma ci sarà modo di parlarne.

Si, ora vi ho annoiati abbastanza…

                                                                                                                                      Balente

Per iniziare…

Questo blog lo dedico a me…sperando che mi eviti di continuare a scrivere su tutte le moleskine, i quaderni, i fogli e i post-it che mi ritrovo sparsi un po’ ovunque.

E’ dedicato ai miei amici più cari.

Ed è dedicato a voi, a chi si fermerà a lasciarmi qualche riga, ma anche a chi passerà solo a dare una sbirciata…

                                                                                                                                 Balente