Letture vacanziere

No.

Niente mari, niente monti, niente agriturismi, niente città d’arte.

Estate, come al solito, da dividere tra studio e lavoro. Ma il vero lusso sarà ritagliarmi qualche ora nel mio mono-loculo per leggere in pace i libri che ho accumulato durante l’anno: già mi vedo sul letto in mutande e canottiera di fantozziana memoria mentre mi lascio cullare dalla brezza e dal leggero frinire del condizionatore d’aria…tanto ormai so che la biblioteca foderata in boiserie che affaccia sul giardino, dove passare ore intere con i miei libri resterà un sogno… Anche se quello più recondito sarebbe di ricostruire in casa un qualcosa di simile a questo:   

Non so perché, ma in questo periodo preferisco letture “piccine”: racconti lunghi, piccoli saggi o romanzi brevi che possono seguirmi un po’ dappertutto. I tomi alti quattro dita li riservo sempre alla stagione fredda, immaginandomeli come una sorta di coperta di Linus da trascinarmi in treno ed in ufficio.

Eccovi le mie scelte per questo periodo:

 

Partendo dall’alto:

  • “Come trarre vantaggio dai nemici”, di Plutarco, ed. Piccola Biblioteca Oscar Mondadori, pagg. 89, 5,40€ ;

  • “Scritto sul corpo” , di Alan Bennett, ed Adelphi, pagg. 57,  5,50€;

  • “La macchina in Corsia Undici” , di Charles Willeford, ed. Adelphi, pagg. 70, 5,50€;

  • “Il Tenente Sturm” , di Ernst Jünger, ed. Guanda, pagg. 87, 8,26€;

  • “Relato de un Naufrago”, di Gabriel Garcia Màrquez, ed. Tusquets Editores, pagg. 137, 5,95€;

  • “Just so stories” , di Rudyard Kipling, ed. Penguin Paperback, pagg. 170, 9,60€;

  • “I pensieri oziosi di un ozioso” , di Jerome K. Jerome, ed. BUR, pagg. 146, 4,65€;

  • “Sole e acciaio” , di Yukio Mishima, ed. Guanda, pagg. 93, 6,50€;

  • “Una lunga attesa” , di Abdelkader Benali, ed. Fazi Editore, pagg. 254, 9,50€ .

Prometto di lasciarvi un’ampio commento per ciascun volume.

Se i titoli vi hanno incuriosito, trovate ottime informazioni su www.internetbookshop.it  .

 

 

   “Reading in Bed“,  Walter Bayes.

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Una risposta a “Letture vacanziere

  1. Io li chiamo i miei “libri da treno”…. La mia figlia più grande vive a Livorno, un’ora e un quarto di treno….
    Niente di meglio di un libro piccino…. poco peso e, tra andata e ritorno, riesco a finirlo….

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