Archivi del mese: settembre 2007

In nome di Dio

No, non si fa.
Non si consiglia un libro prima di averlo terminato.
Peròperò…
Comprato ieri…ne ho divorato le prime cento pagine in nottata.
E, per il momento, la penso come il critico del Sunday Times: un libro che merita di raggiungere il più vasto pubblico possibile .

Dalla copertina:
Negli anni successivi alla Prima guerra mondiale l’Europa, gravemente provata dal lungo conflitto, costituì un terreno ideale di coltura per le appassionate predicazioni di fanatici visionari e di profeti che offrivano “religioni politiche”, alternative a quelle ufficiali. Sorsero così, e si affermarono nel continente, movimenti che riuscirono a dar vita a totalitarismi con aspirazioni onnicomprensive: il comunismo, il fascismo, il nazionalsocialismo, i quali, pur con diversità anche rilevanti tra loro, proponevano il paradiso in terra, la giustizia sociale, la creazione di un “uomo nuovo”. Il Partito veniva idealizzato, il Capo quasi divinizzato, investiti entrambi di una dimensione “sacrale” nel corso di adunate e grandiose manifestazioni producendo inevitabili scontri con le Chiese ufficiali. Nel solco tracciato dai totalitarismi del Novecento trova la sua collocazione anche il recente movimento del fondamentalismo islamico: alla ricerca di un improbabile riscatto da una deludente situazione politica, economica, sociale del mondo musulmano in generale, viene promesso ai seguaci che il popolo dell’Islam, riunito sotto un solo governo (totalitario) e guidato da una sola legge, la sharia, potrà avviarsi a un luminoso futuro. Soltanto in parte, secondo Burleigh, il terrorismo di questa matrice può essere considerato un fenomeno nuovo: nella sostanza ricalca movimenti già presenti nel mondo occidentale (anarchici, nichilisti, Ira, Eta), e comunque non costituisce per il mondo una minaccia paragonabile al rischio di catastrofe nucleare che ha accompagnato gli anni della Guerra fredda. Frutto del lavoro di uno dei maggiori storici del nostro tempo, “In nome di Dio” racconta gli ultimi cento anni delle vicende sociali e politiche attraverso il prisma del rapporto tra politica e religione, mettendo in discussione giudizi consolidati e antichi pregiudizi: si tratta di un’opera che tutti gli appassionati di storia devono conoscere.

A giorni il mio commento definitivo.

 

“In nome di Dio. Religione, politica e totalitarismo da Hitler ad Al Qaeda”

di Michael Burleigh
ed. Rizzoli (collana Storica), 633 pagine, 24euro.

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Nobel per la Pace a Gino Strada

“Vogliamo promuovere la candidatura di Gino Strada al premio Nobel per la Pace, non solo e non tanto per quanto da lui fatto, su tutti i terreni dove si svolgono “operazioni di pace”, per salvare la vita degli ostaggi (ultimo Daniele Mastrogiacomo), ma per l’opera complessiva fatta con la creazione di Emergency, e per le migliaia e migliaia di persone alle quali, con la sua infaticabile opera, ha regalato un sorriso o una speranza”.

Votate qui:   http://www.petitiononline.com/ginostra/petition-sign.html  .

Io ho firmato.  E voi?


 

Nassiriya: inchiesta archiviata

E’ stato giustiziato in Iraq il terrorista accusato di essere l’ideatore dell’attentato a Nassiriya in cui, il 12 novembre 2003, morirono 19 tra militari e civili italiani. Secondo quanto si appreso da fonti investigative, Abu Omar Al Kurdi è stato impiccato in esecuzione di una sentenza emessa dall’autorità irachena. L’inchiesta della procura di Roma sui fatti di Nassiriya sarà archiviata poiché Al Kurdi era l’unico indagato.

In piedi, a questo punto, resta solo l’indagine avviata dalla Magistratura Militare per le presunte carenze nella difesa di base Maestrale, devastata dall’esplosione del camion imbottito di esplosivo: l’udienza preliminare nei confronti dei tre ufficiali imputati è prevista per le prossime settimane.

“Il curdo” – ritenuto uno dei luogotenenti di Abu Musab al Zarqawi – venne arrestato dagli americani in Iraq un paio di anni fa: ha confessato di aver organizzato 36 attacchi suicidi, compreso quello alla base italiana di Nassiriya. Un tribunale iracheno lo ha processato e condannato a morte: pena che è stata eseguita, nonostante i tentativi da parte dell’Italia di evitarlo.

Secondo quanto riferito dallo stesso Al Kurdi, anche ai carabinieri del Ros, l’uomo avrebbe preparato materialmente il camion bomba insieme ad un altro terrorista, Haji Thamer, ucciso successivamente a Falluja. L’operazione fu preceduta da una serie di sopralluoghi, durante i quali i due avrebbero verificato che le misure di sicurezza della base, posta nel centro della città, “erano scarse”.

L’attentato venne però rinviato perché il camion, guidato da Thamer e carico di 3.500 chili di esplosivo, venne bloccato dalla polizia. Il terrorista ne tornò in possesso il 12 novembre, sembra corrompendo i poliziotti con soli 300 dollari. Mentre Thamer restò sul posto per documentare l’esito dell’esplosione, a farsi saltare in aria alla guida del camion-bomba sarebbero stati un certo Abu Zubeir al Saudi, “il saudita”, e l’algerino Bellil Belgagem.

I pm romani titolari degli accertamenti sulla strage, Ionta, Saviotti e Amelio, avevano sollecitato l’estradizione provvisoria del terrorista, gia’ condannato a morte. Al governo iracheno, con una lettera, avevano chiesto di sospendere l’esecuzione della pena capitale per consentire la celebrazione del processo a Roma in sua presenza. Non sarà più possibile.

Si terrà invece le prossime settimane, davanti al gup del tribunale militare di Roma, l’udienza preliminare nei confronti dei tre ufficiali italiani accusati, a vario titolo, di aver colposamente omesso di predisporre tutte le misure idonee alla difesa di Base Maestrale e di non aver dato il giusto peso alle segnalazioni di possibili attentati. Gli imputati, che respingono ogni addebito, sono i generali dell’Esercito Vincenzo Lops e Bruno Stano, che si sono avvicendati al comando del contingente nazionale, e il colonnello dei Carabinieri Georg Di Pauli, comandante della Msu, l’unità specializzata multinazionale dell’ Arma che aveva il suo quartier generale proprio nella Base Maestrale.

 

Fonte: Tgcom.

 

 

 

Life Safer Bottle: una rivoluzione?

Bottiglia per bere acqua di fogna

Londra,invenzione presentata a fiera

Pensare di poter bere anche l’acqua di fogna non è proprio invitante. In casi di emergenza però si può grazie a una speciale bottiglia presentata da un imprenditore di Ipswich a una fiera di armamenti in corso a Londra. L’invenzione si chiama Life Saver Bottle ed è uno strumento che rende potabile anche l’acqua più sporca. Costa 270 euro circa e potrebbe salvare molte vite soprattutto nelle zone colpite da disastri ambientali.

Alla fiera chiamata Desi è stato dimostrato che grazie a un filtro (da cambiare ogni 6mila litri), in pochi secondi, la Life Saver Bottle rende bevibile anche l’acqua più sporca e puzzolente, come quella delle fogne.

Michael Pritchard, che la produce, ha venduto i 1.000 esemplari che aveva con sé in poche ore. La bottiglia filtrante eviterebbe l’uso delle odiate pastiche che purificano l’acqua, dandole però un sapore che molti trovano sgradevole. Un prototipo della Life Saver Bottle aveva già vinto un premio a una conferenza sulle tecnologie militari in luglio.
  
Pritchard ha detto di essersi messo all’opera vedendo il dramma dei supestiti dello tsunami in Asia del 2004 e dell’uragano Katrina nel 2005, restati per giorni senza acqua potabile. “Dovevo fare qualcosa. Ci ho messo un po’ con alcuni prototipi che non funzionavano, ma alla fine ci sono riuscito”, ha detto alla Bbc.

I filtri tradizionali possono bloccare batteri che misurano 200 nanometri, ma non i virus, che sono lunghi appena 25 nanometri: la Life Saver Bottle, dice l’inventore, filtra qualsiasi cosa che sia più lunga di 15 nanometri.

 

Fonte: TgCom.

 

Internazionale a Ferrara

Un weekend con i giornalisti di tutto il mondo

Dal 5 al 7 ottobre 2007 la città estense ospita la prima edizione di “Internazionale a Ferrara”. Tre giorni in cui il pubblico potrà “sfogliare dal vivo” un numero di Internazionale.
 
Dall’Africa all’Asia, dall’America all’Europa dell’Est, volti e voci dei giornalisti più noti animeranno dibattiti, interviste pubbliche e incontri informali sui temi di più stringente attualità.

E poi laboratori per bambini, proiezioni cinematografiche, una sala video con canali all news da tutto il mondo e un sito aggiornato in diretta.
 
Le principali sedi del festival:
Multisala Apollo, sala Estense, piazza Municipio, sala Borsa, Zuni, Café de la paix.
 
L’ingresso è libero.

Saranno presenti: Svetlana Aleksievic, Zuhair al Jezairi, Daria Bignardi, Michael Braun, Mario Calabresi, Pier Andrea Canei, Mino Carta, Cai Chongguo, Raya Cohen, Javier Conde, Tullio De Mauro, Ugo Pipitone, Goffredo Fofi, Gipi, Pierre Haski, Amira Hass, Jeff Israely, Eric Joszef, Anna Keen, Laila Lalami, William Langewiesche, Fernando Madrinha, John Matshikiza, Efraim Medina Reyes, Maria Nadotti, Ennio Peres, Ahmed Rashid, David Rieff, Sergio Romano, Arundhati Roy, Marjane Satrapi, Roberto Saviano, Luca Sofri, Philippe Thureau-Dangin, Koga Yoshiaki, Francesco Zizola.

Trovate il programma completo, anche in versione pdf, sul sito di Internazionale .

 

Menzione d’Onore…

Un ringraziamento più che speciale per il logo del mio blog al Fotomaestro Roger Conti: più che amico, ormai parte di me.

11 settembre 2001