Archivi del mese: ottobre 2007

Caso Calipari: prosciolto Lozano

La terza Corte d’Assise di Roma ha dichiarato il difetto di giurisdizione e disposto il non luogo a procedere per Mario Lozano, l’ex soldato Usa che il 4 marzo 2005 uccise l’agente segreto italiano Nicola Calipari a Baghdad.
La decisione è stata presa dal collegio presieduto da Angelo Gargani.
Il pronunciamento della Corte ha posto fine al processo a Lozano, mai comparso davanti all’autorità giudiziaria italiana, per omicidio volontario.

La Corte d’Assise, in particolare, ha deciso sulla base di un’eccezione sollevata dall’avvocato Alberto Biffani, difensore dell’imputato, il quale rivendicava la carenza di giurisdizione dell’Italia a processare l’ex soldato che il 4 marzo 2005, sulla Irish Route, fece fuoco sulla Toyota che stava conducendo all’aeroporto Nicola Calipari, l’inviata del Manifesto Giuliana Sgrena e l’agente del Sismi Andrea Carpani.

La Corte, quindi, ha accolto le argomentazioni dell’avvocato Biffani il quale, tra l’altro, sosteneva il difetto di giurisdizione alla luce dell’adesione dell’Italia ad una risoluzione del Consiglio di Sicurezza secondo la quale tutto il personale della coalizione che opera in Iraq è sottoposto alla giurisdizione dello Stato di invio.

Sgrena: “Vince l’arroganza americana”.
“Ha vinto l’arroganza degli Stati Uniti d’America che non volevano questo processo”. Così ha commentato Giuliana Sgrena dopo aver ascoltato nell’aula bunker di Rebibbia la sentenza di proscioglimento in favore di Mario Lozano.
“E’ una decisione incredibile – ha continuato la giornalista – ed inconcepibile perchè sembra quasi che non si voglia fare giustizia per Calipari quando è stato celebrato come un eroe, quando il suo corpo è tornato in Italia dentro una bara. Sembra che l’Italia non voglia capire cosa è veramente accaduto quel giorno”.
Ha qualcosa da dire a Lozano? “Nulla in particolare. Volevo conoscere la verità e – continua la Sgrena – solo lui poteva dircela. Quello che è certo è che oggi l’Italia ha rinunciato alla sua sovranità”.

L’ex marine:”Sono pronto a un incontro”
Ora che la magistratura italiana ha archiviato le accuse contro di lui, il soldato della Guardia Nazionale di New York Mario Lozano si dice pronto a incontrare Rosa Calipari e Giuliana Sgrena. “Sarei pronto a vedere entrambi – ha detto l’uomo responsabile della morte di Nicola Calipari – ma alla giornalista direi che è una bugiarda. Spero che un giorno la famiglia capirà che è stato un terribile incidente”.

Secondo Lozano “Nicola Calipari era impegnato in una missione molto pericolosa ed è morto obbedendo agli ordini, come anch’io obbedivo agli ordini. Direi questo alla sua vedova. Se in quella macchina ci fosse stato un terrorista e io non avessi sparato sarei morto io. Qualcosa è andato storto”.

L’ex marine ha commentato nell’ufficio di Ed Hayes, il suo avvocato americano, il non luogo a procedere nei suoi confronti deciso dalla terza Corte d’Assise di Roma. “Sono felice di aver ricevuto un trattamento corretto dalla giustizia italiana. E sono grato agli italiani che hanno creduto alla verità e mi hanno dato una chance”.

Lozano ha definito il funzionario dei servizi segreti italiani “una persona meravigliosa, un grande uomo”. Di tutt’altro tenore il giudizio su Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto che era stata rapita. “E’ stata tutta colpa sua. Se non fosse stato che quella donna era andata a parlare con terroristi ed è stata rapita, Calipari non sarebbe morto. Non si sarebbe creata la situazione di pericolo. Che motivo aveva lei di andare a parlare con quelli?”.

Ora che il pericolo di un processo è stata scongiurato il militare riscopre anche le sue origini italiane. “Mio nonno è di Milano. Io vorrei andare a Roma, vedere tutte quelle rovine, tutti quei castelli”. Ma per il soldato del 69esimo Reggimento di Fanteria resta “un po’ di paura”. Infatti attraversera’ l’Atlantico solo “se il governo italiano dirà che va bene. Qualcuno potrebbe essere ancora arrabbiato con me”.

Fonte: TgCom.

 

Dopo le dichiarazioni del Marine, mi astengo da ogni commento…

 

 

 

Cane ucciso per arte in Costarica

Dalla newsletter Oipa.

Guillermo Habacuc Vargas, sedicente artista del Costa Rica, in una delle sue mostre presso la Galeríam Códice ha esposto la sua peggiore opera: un cane, pelle ed ossa, legato con una corda e lasciato lì a morire di fame e di sete.
Vargas aveva pagato dei bambini affinché catturassero un cane randagio per poi utilizzarlo come “opera”.
L’opera d’arte consisteva appunto nel guardare l’agonia e la sofferenza fino alla morte.
Alle persone presenti alla mostra era stato vietato di portare cibo ed acqua, chiunque cercava di avvicinarsi per accudire l’animale, veniva allontanato in malo modo con insulti.
Il messaggio sopra il cane morente, una scritta fatta di crocchette che riportava la frase:”Sei quello che leggi”.

Vargas è stato inoltre selezionato per rappresentare il Costa Rica alla Biennale Centro Americana del 2008.

Firmate e diffondete la petizione OIPA affinché simili atrocità non vengano mai più commesse.
La morte di un animale non è arte bensì crudeltà.
Invia la lettera di protesta alla pagina:  www.opaitalia.com/maltrattamenti/appelli/costarica.com    .

Qui scrivo di solidarietà verso i popoli.
Leggendo questa lettera mi sono ricordata di un insegnamento dei miei genitori: chi non rispetta gli animali non riesce a rispettare nemmeno gli uomini.

 

Mense scolastiche: cresce la polemica per il menù etnico

Dopo l’iniziativa della scorsa settimana per bloccare l’introduzione del menù etnico nelle scuole romane, ad opera del capogruppo di AN nel IV Municipio Cristiano Bonelli, proprio ieri si è riscatenata una polemica politica sull’iniziativa promossa dall’Assessore alle Politiche Scolastiche Maria Coscia.

Da oggi, infatti, dovrebbe partire la somministrazione ai bambini delle scuole romane di piatti tipici di vari Paesi del Mondo, sostituendo una volta al mese i gustosi piatti della tradizione italiana.

“Ci lascia stupefatti l’iniziativa del menù etnico, avviato dal Comune di Roma e realizzato dall’Assessorato alle Politiche Scolastiche. Da quanto si apprende, nelle mense verrà servito, una volta al mese, un menù rappresentativo di una delle otto comunità più presenti nelle scuole della Capitale” hanno dichiarato i consiglieri capitolini di AN Luca Gramazio ed Allessandro Cochi “non pensiamo che a Dacca, capitale del Bangladesh, si adoperino per far conoscere i prodotti gastronomici regionali del nostro Paese” .

A proseguire sull’onda, anche Fabio Sabbatani Schiuma de La Destra: “Non parliamo solo del menù” ha sottolineato il Consigliere “ricordiamoci anche delle polemiche sui crocifissi nelle scuole e sulle moschee ovunque. Grazie a Dio le differenze tra destra e sinistra ci sono e siamo orgogliosi di rimarcarle” .

A dare una risposa politica alla provocazione è stato Alfredo Ferrari, Consigliere capitolino del PD, che ha dichiarato: “gli attacchi della Destra all’iniziativa dei menù etnici nelle scuole rivelano un incredibile pregiudizio ideologico. L’idea che provare ricette di altri Paesi possa in qualche modo danneggiare i bambini è segno di una profonda incomprensione dei mutamenti sociali” .

 

 

Fonte: Libero, 24 ottobre 2007

 

NotaBene: il testo è stato da me modificato nella punteggiatura…punti, virgole e maiuscole son sempre tanto, ma tanto, cari a noi lettori…

 

 

 

 

Allora, premettendo che di Sinistra non sono mai stata, penso di non aver mai letto (se veritiere) delle dichiarazioni così oscene, inutili e dannose come quelle che vi ho riportato sopra.

Finiamola, per cortesia, col credere che solo la nostra cucina sia la migliore del Mondo.

Smettiamola con le ripicche da asilo nido…eh, chissà se in Bangladesh mangiano le tagliatelle al ragù per promuovere la nostra cucina…

Cari “Signori”: in moltissime zone dalle quali provengono le famiglie degli alunni che popolano le nostre scuole è già una conquista riuscire a mangiare una ciotola di riso o un pezzo di pane e rimediare un bicchiere di acqua potabile.

Spero che sia ora chiaro il cattivissimo gusto di una dichiarazione di questo tipo.

 

Per i bambini i modi più immediati per conoscere altre culture sono essenzialmente due: il gioco e il cibo.

Le amicizie più grandi tra etnie nascono spesso da…vuoi venire a fare una partita con noi?

Ora, il far apprezzare ai nostri bambini sapori e profumi di terre lontane ma che rappresentano culture che ormai convivono con la nostra è un fatto assolutamente lodevole, unica condizione dovrebbe essere l’otiima qualità delle materie prime che comporranno i piatti.

Impareranno, ad esempio, che esiste un tipo di banana (il platano) che tagliato a fettine e fritto non è poi tanto diverso dalle patatine mangiate finora; si stupiranno a vedere come nei Paesi arabi si cuocia un pane sottilissimo su delle pietre arroventate, ed assaggiandolo si meraviglieranno di come somigli alle piadine che tanto hanno amato durante le vacanze estive; e sarà per loro sorpresa grande il gustare un semplice piatto di verdure, reso speciale e profumatissimo da un semplice tocco di spezie che il loro palato non conosceva.

 

Se pensiamo che moltissimi bambini e ragazzi vengono svezzati dalle mamme a botte di quattrosaltinpadella e che si concedono junk food americano più volte a settimana, non ritengo che un pasto al mese un po’ “fuori dalle righe” possa causare loro danni irreparabili, che rischiano di essere invece procurati da ragionamenti con i paraocchi come quelli riportati nell’articolo.

 

Bloggers…

Dal Forum di Beppe Grillo arriva la lieta novella…

“Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre.
Nessun ministro si è dissociato.
Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.”

 

Ma nemmeno malinconia…

Ognuno di noi ha il proprio scrittore feticcio.

Il mio è sicuramente Ettore Mo.
Aspetto sempre con ansia i suoi articoli sul Corriere della Sera e spesso mi trovo a rileggere i suoi libri, scoprendo con piacere come riescano sempre a stupirmi.
Li prendo come base dalla quale poi analizzare la situazione internazionale attuale.
Poi ci sono gli scritti più belli a mio avviso: “Fiumi” e “Treni” riescono in modo apparentemente leggero, ma drammaticamente incisivo, a fotografare le varie realtà che il giornalista si vede scorrere davanti durante i suoi viaggi.
Ed infine questa pubblicazione.

Ho ripreso in mano questa autobiografia particolarissima: parla di luoghi, persone, del giovane Ettore che si butta in nuove situazioni con la forza e anche l’incoscienza dei vent’anni…lasciandosi alle spalle i banchi dell’università tanto amati, ma che, forse, non gli consentivano tutto il respiro del quale aveva bisogno.

Ogni libro di Mo, così come ogni suo articolo, riesce a non farmi leggere tutto a perdifiato: mi da la possibilità di fermarmi, alzare gli occhi dalle pagine, a riflettere, agganciando quello che ha scritto a quanto conoscevo già di mio, a guardarmi intorno e cercare di capire se davvero sono riuscita a far aderire il suo pensiero al mio.

Titolo: Ma nemmeno malinconia. Storia di una vita randagia
Autore: Ettore Mo
Ed: Rizzoli, 2007 187pagine, 17,50euro.

 

Giornata mondiale della vista dedicata ai bambini

Ogni cinque secondi nel mondo una persona diventa cieca, ogni minuto questo tragico destino tocca a un bambino.

Non rimanere a guardare: è il messaggio di CBM Italia per la Giornata Mondiale della Vista, che si celebra giovedì 11 ottobre, sotto l’egida dell’ OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità e del programma “Vision 2020: The Right to Sight” – lanciato nel 1999 da CBM International e da altre ONG per eliminare la cecità evitabile entro il 2020.

Per il 2007 la Giornata sottolinea la necessità di eliminare la cecità evitabile dalla vita dei bambini.

Perché tutti i bambini possano vedere il mondo. Perché i loro genitori possano vederli crescere e andare a scuola.

Sul  sito trovate il programma per la giornata e i metodi per inoltrare le vostre offerte.

La mia libreria

Tempo fa mi sono imbattuta in un sito che permetteva di “costruire” la propria biblioteca personale.
L’ho snobbato per un po’, pensando che potesse essere soltanto un modo per raggruppare elenchi più o meno interessanti delle letture di varii utenti.

Ma solo gli stolti non cambiano idea.

Anobii è molto di più: è una sorta di piattaforma multimediale per topi da biblioteca.
Permette di catalogare i libri a seconda del progresso nella lettura, del gradimento…
Consente agli utenti uno scambio di opinioni molto fitto: sia singolarmente che attraverso i vari gruppi di lettura (ai quali si può aderire facilmente, così come immediato è crearne uno proprio), e non solo per uno scambio di vedute, ma anche un “girolibri” vero e proprio grazie alla possibilità di prestito e vendita.
E la mia wish-list si allunga ogni giorno di più…

Sarei felice se veniste a curiosare tra i miei scaffali:   http://www.anobii.com/people/balente/  .