27 gennaio

“Lui che ha lottato con tutte le sue forze;
per non dimenticare, per viverlo ogni giorno, senza che mai nessuno si dimenticasse…”

Questa frase di Primo Levi (tratta dall’opera “Vita”) viene da me sentita come la più adatta in questo giorno in cui si ricorda la Shoah, la persecuzione e lo sterminio ad opera del Nazismo e del Fascismo durante la Seconda Guerra Mondiale.

A Primo Levi mi unisce la comune terra d’origine ed un legame profondissimo nato ormai quasi quindici anni fa, quando ho iniziato a leggere i suoi scritti, le sue memorie.
Mi hanno fatto conoscere l’orrore, la paura, l’impotenza attraverso la sua penna.
Tuttavia più forte è stato il suo stato, come di incubo che mai finiva: come se davanti agli occhi avesse continuamente quelle scene.
Ma il terrore di non riuscire a dimenticare è stato rielaborato in un lavoro continuo e deciso, volto a far conoscere a quante più persone possibili l’immane tragedia che era accaduta, guardandola da una soggettiva interna ai campi di concentramento.

Questa è l’eredità di Primo Levi.

Per non dimenticare che questo è stato…

 

 

   

Primo Levi: Torino 31/07/1919 – Torino 11/04/1987

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