Un baluardo contro revisionismi e razzismi

Ci sono voluti ventuno anni (l’anniversario della scomparsa ricorre oggi), ma alla fine Torino è riuscita ad onorare degnamente il suo scrittore forse più famoso, certamente il più letto e tradotto nel Mondo: Primo Levi.
Il Centro Internazionale di Studi che porta il suo nome è nato ufficialmente due giorni fa per volontà di un primo gruppo di fondatori che raccoglie Comune, Provincia, Comunità Ebraica, Fondazione per il Libro e i figli Lisa e Renzo Levi. Amos Luzzato, medico e saggista, per molto tempo a guida dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, è stato scelto come presidente, incarico che in veste onoraria è stato conferito anche a Bianca Guidetti Serra .
E proprio Luzzato ieri pomeriggio ha sottolineato l’importanza simbolica, culturale e politica di un atto che arriva “…proprio mentre i segnali di revisionismo, negazionismo e razzismo si moltiplicano. Vogliamo che in questo Centro non arrivino solo gli studiosi e i conoscitori appassionati di Primo Levi, ma i giovani delle università e dei licei, che possono far vivere i suoi insegnamenti. Levi non ha fatto soltanto memorialistica sul lager, ha lasciato, al contrario, molte e diverse eredità dalla cultura scientifica alla tradizione ebraica” .
Luzzato ha anche annunciato che sarà presente alla Fiera del Libro con un saggio-intervista sui temi della laicità, da poco realizzato con Francesca Nadari.
“Ci tengo ad esserci -spiega- proprio per l’assurdità delle tesi espresse in favore del boicottaggio. Chi le sostiene forse non sa che in questo modo si danneggiano i fautori della pace tra Israele e Palestina e si sostiene, nei fatti, una guerra all’ultimo sangue” .
Direttore del Centro sarà lo storico torinese Fabio Levi, mentre vicepresidente è Ernesto Ferrero (direttore della Fiera del Libro) e del Consiglio di Amministrazione fanno parte Fiorenzo Alfieri, Dario Disegni, Valter Giuliano e il presidente della Comunità Ebraica di Torino Tullio Levi.
Il Centro vuole raccogliere nel tempo tutta la documentazione esistente sullo scrittore, realizzando un censimento completo con in aggiunta la raccolta di studi, tesi di laurea e testimonianze dell’autore di “Se questo è un uomo” in un quadro di collaborazione internazionale.
La sede sarà quella del grande complesso juvarriano dei Quartieri Militari, che già ospita l’Istituto Storico della Resistenza e il Museo della Deportazione e che nel futuro accoglierà anche l’Istituto per la memoria e la cultura del lavoro, dell’impresa e dei diritti.
La compagnia di San Paolo ha sostenuto l’iniziativa con 250mila euro.

Articolo di Vera Schiavazzi da “Il Corriere della Sera” del 10/04/2008 .
Ndr: la data è da me stata modificata per adattarla alla pubblicazione sul blog.

Levi

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