Archivi del mese: novembre 2008

Il nodo di Pangea

In occasione del 25 Novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Fondazione Pangea lancia la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “MOSTRA IL SEGNO DEL TUO SDEGNO”.

Invitiamo tutti, donne e uomini a dimostrare concretamente il proprio rifiuto nei confronti della violenza di genere indossando un segno, il Nodo di Pangea, il ciondolo con il quale, insieme, potremo dire BASTA ai soprusi contro le donne!

Per questa speciale occasione, il Nodo sarà disponibile, oltre come sempre sul sito di Pangea, anche in allegato al numero del 20 novembre di Donna Moderna (con un supplemento di E 3,90).

Fatti fotografare con il Nodo e invia la tua foto al sito di Donna Moderna che la pubblicherà sullo spazio dedicato alla campagna. Vanessa Incontrada, nostra testimone, ha già aderito alla nostra proposta e ha inviato la sua foto con il Nodo! E speriamo che molti altri lo facciano!

Tutti i proventi andranno a sostenere pangeaprogettoitalia , che Fondazione Pangea ha lanciato nel marzo 2008 e che mira a sostenere l’attività di quattro centri antiviolenza italiani: impegnate a dare un supporto socio-economico e psicologico alle donne che compiono il percorso di riabilitazione dalla violenza.

Non ci fermiamo qui! Per passare dallo sdegno all’azione Fondazione Pangea Onlus apre uno sportello online antiviolenza per dare un servizio di informazione e orientamento sulla questione della violenza di genere a favore di tutte le donne che vivono situazioni di violenza fisica, psicologica ed economica.

Il servizio è attivo dal giorno 20 novembre al link www.sportelloantiviolenza.org .

Fuggire o rinascere?

“Chissà quanti sono come me, nelle mie stesse condizioni, fratelli miei.
Si lascia il cappello e la giacca, con una lettera in tasca, sul parapetto d’un ponte, su un fiume; e poi, invece di buttarsi giù, si va via tranquillamente, in America o altrove…”

“Il fu Mattia Pascal” (1904)

Luigi Pirandello

Il nemico

«Nella valle dell’Aisne le mattine d’autunno erano sovente nebbiose. Poiché molti tiravano di fucile, ma nessuno era cacciatore, si era sviluppata una ricca fauna di piccoli animali selvatici. Il nostro Maggiore era ghiotto di pernici. Si era fatto portare il suo equipaggiamento da caccia e nelle mattine di nebbia andava a caccia fra i reticolati. Invece del berretto da ufficiale egli portava, con grande spasso dei suoi soldati, un cappellaccio e in mano aveva un bastone; alla spalla teneva appesi il fucile e il carniere. Non c’è dubbio che, abbigliato in quel modo, avesse l’aria di un cacciatore.

Per noi le sue spedizioni di caccia erano una questione delicata. Non volevamo perdere il nostro Comandante e perciò, di nascosto, avevamo piazzato due mitragliatrici per proteggerlo nel caso che un colpo di vento improvviso disperdesse la nebbia.
Una mattina avvenne ciò che temevamo: si alzò il vento.
La nebbia scomparve in pochi secondi, proprio nel momento in cui il maggiore si trovava davanti al reticolato francese, a pochi metri dalla trincea nemica.
La cosa più ovvia sarebbe stata che egli si fosse gettato a terra, su quel suolo un po’ ondulato e coperto di erba alta, e avesse cercato di tornare indietro ino a noi, ma con nostra sorpresa il maggiore non lo fece.
E noi dimenticammo di sparare.

I francesi dovevano essere ben più sbalorditi di noi.
Con cautela spiarono oltre il parapetto; nessuno sparò.
Forse uno alzò il fucile, ma il maggiore lo minacciò col bastone da caccia, come avrebbe fatto Federico il Grande.
E d’un tratto dieci o dodici soldati francesi uscirono dal riparo, ridendo e gridando: “Bonne chasse, Colonell! Bonne chasse!”.
Il Maggiore li salutò amichevolmente con la mano e poi, con una lepre in spalla, tornò lentamente verso la nostra trincea.
Se in quei pochi minuti in cui egli aveva costituito un ottimo bersaglio fosse stato colpito da una pallottola mortale, tanto i francesi quanto i tedeschi l’avrebbero considerato un assassinio. Dopo altri cinque minuti, uccidere un nemico già non era più un assassinio. Quale segreto si annida in questa contraddizione?».

Tratto dall’opera di Peter Bamm “Eines Menschen Zeit“, ed.1972.

Giornata Mondiale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

Il 20 novembre del 1989 è stata approvata dall’Assemblea delle Nazioni Unite la Convezione dei Diritti dell’Infanzia. In Italia, la convenzione è stata approvata nel 1991 e nel 1997 è stata istituito la Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Osservatorio Nazionale per l’Infanzia. La Giornata Mondiale dell’Infanzia celebra la data in cui la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia venne approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York: 20 novembre 1989. Data che coincide con un duplice anniversario: la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (1789) e la Dichiarazione dei Diritti del Bambino (1959).

Principi Generali della Convenzione
La Convezione non è solo una dichiarazione di principi generali ma, se ratificata, rappresenta un vero e proprio vincolo giuridico che impegna tutti gli Stati che l’hanno approvato, i quali devono uniformare le norme di diritto interno a quelle della Convenzione per far in modo che i diritti e le libertà in essa proclamati siano resi effettivi. La Convenzione Internazionale, infatti, rappresenta un codice di diritti e un programma che impegna tutti gli Stati a costruire un sistema globale di protezione e sviluppo. Proprio per l’importanza di questa Convezione è stato istituito anche un “Comitato per i diritti dell’infanzia”, noto anche come Comitato dei Dieci, che ha il compito di controllare il processo di cambiamento, di sollecitare gli Stati ad illustrare i provvedimenti attuati per modificare le proprie leggi nazionali.

Ad ogni bambino va garantito:
1. Il diritto all’eguaglianza senza distinzione o discriminazione di razza, religione, origine o sesso
2. Il diritto ai mezzi che consentono lo sviluppo in modo sano e normale sul piano fisico, intellettuale, morale, spirituale e sociale
3. Il diritto ad un nome e ad una nazionalità
4. Il diritto ad una alimentazione sana, alloggio e cure mediche
5. Il diritto a cure speciali in caso di invalidità
6. Il diritto ad amore, comprensione e protezione
7. Il diritto all’istruzione gratuita, attività ricreative e divertimento
8. Il diritto a soccorso immediato in caso di catastrofi
9. Il diritto alla protezione contro qualsiasi forma di negligenza, crudeltà e sfruttamento
10. Il diritto alla protezione contro qualsiasi tipo di discriminazione ed il diritto ad un’istruzione in uno spirito d’amicizia fra i popoli, di pace e di fratellanza.

Se volete leggere il testo integrale: http://www.itccarli.it/giornate/dirittiinfanzia.pdf .

Sua Altezza Rania di Giordania sbarca su Youtube

IL PREMIO – Lha riconosciuto lo stesso fondatore di YouTube, Chad Hurley, che sabato 22 novembre le consegnerà il primo Visionary Award: un premio assegnato dal sito non tanto a chi è più cliccato, ma a chi mette in rete video di alto profilo sociale e culturale e usi questo strumento per lavorare a un cambiamento positivo nella propria comunità e nel mondo intero.

L’IDEA – Lidea di Rania è nata vedendo i tre figli sempre appiccicati a YouTube. E decidendo di passare da lì, per abbattere i pregiudizi e gli stereotipi che gran parte del mondo occidentale ha su arabi e musulmani in genere: «Quanti di voi hanno sentito la frase: è un marocchino, però è una brava persona?». La regina ha cominciato a produrre video che smontassero troppi luoghi comuni. Riprendendo una passerella di musulmani che raccontano la loro normale vita di dentisti, studenti, bambini, ingegneri, professori. Mostrando donne con o senza velo che lavorano come poliziotte o manager, fanno le mamme o le calciatrici, pilotano aerei o guidano taxi.

IL VALORE DELLA CULTURA MEDIORIENTALE – Lultimo filmato, da Londra, è un racconto per immagini su quanto la nostra vita quotidiana debba alla cultura mediorientale: quando beviamo un caffè al bar, ci mettiamo una crema per la pelle, inciampiamo in un tappeto, potiamo una rosa o guardiamo lorologio Un successo: Mandami il tuo pregiudizio, un invito a denunciare ogni forma dignoranza, è stato visto da un milione di persone; un altro video, da un milione e mezzo. Senza contare le migliaia di commenti, discrizioni al blog, damicizie strette. La prima a stupirsi della risposta è lei: Sapevo che su questi siti ci va soprattutto chi si vuole divertire, dice, e non saspettava certo di far concorrenza ai quattro milioni di contatti per lultimo video di Madonna o ai 56 milioni che guardano un semplice bambino che sghignazza. «Però non credevo di ricredermi: cè un sacco di gente che ha bisogno dimpegnarsi in cose serie, e questo è un mezzo straordinario per raggiungerla». Se lha capito anche un tale che sè fatto eleggere presidente degli Stati Uniti, perché no? Davanti a una regina del XXI secolo non ci sinchina: si clicca.

Francesco Battistini
16 novembre 2008

Basterà?
Direi di no.
Tuttavia è un piccolo mattone che viene tolto al muro del pregiudizio.

Congo: ribelli Nkunda avanzano nonostante tregua

RWINDI (CONGO) – I ribelli tutsi congolesi guidati da Laurent Nkunda continuano ad avanzare verso Goma, nonostante il cessate-il-fuoco formalmente accettato ieri. Lo riferiscono testimoni, precisando che i soldati governativi di Kinshasa hanno abbandonato la loro postazione a Rwindi, 130 chilometri a nord di Goma, capoluogo della provincia orientale del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc). Durante gli scontri si è fatto uso anche di armi pesanti e i caschi blu dell’Onu sono rimasti, secondo i testimoni, asserragliati nella loro base di Rwindi. La battaglia odierna ha dunque fatto guadagnare altro territorio ai ribelli nel Nord Kivu. E ha portato altra disperazione tra i civili che, anche quando riescono a fuggire, non sanno dove andare. “Tutti hanno sparato per ore – ha detto uno sfollato – I Caschi Blu non hanno fatto nulla. Che razza di cessate-il-fuoco è questo?”. Secondo la missione Onu (Monuc) sono stati i ribelli a violare la tregua, ma i miliziani di Nkunda accusano i governativi di “provocazioni” continue. Intanto le trattative tra le parti, con la mediazione dell’inviato dell’Onu, il nigeriano Olusegun Obasanjo, sembrano proseguire. Seppure con grande fatica, visto che Nkunda continua a insistere per negoziati diretti con il presidente congolese Joseph Kabila.

Fonte: Ansa.

IV edizione del Salone del Libro Usato

Libri gratis, non è un sogno. Da lunedì 24 novembre per tre giorni consecutivi saranno distribuiti gratuitamente 3000 libri. Questo è l’invito/assaggio con cui si presenta la quarta edizione del Salone del Libro Usato organizzato dalla Fondazione Biblioteca di Via Senato che avrà luogo dal 28 al 30 di questo mese. Un doppio appuntamento dedicato alla cultura.

Il Salone sarà aperto dal 28 al 30 novembre e sarà inaugurato da Marcello Dell’Utri e Vittorio Sgarbi. Qui si può trovare l’idea giusta per un regalo di Natale, un pensiero intelligente per chi ha già tutto, o può semplicemente essere una buona occasione per passare qualche ora in buona compagnia. Ci saranno 400 bancarelle provenienti da tutta Italia, ma anche dall’estero: Francia, Germania, Olanda e Inghilterra. I più fortunati, o forse i cacciatori più abili potrebbero accaparrarsi addirittura delle copie di Usato Firmato nientemeno che dall’Autore, magari con dedica manoscritta.

La scelta non mancherà: dai libri per bambini alla fantascienza, dai classici ai libri d’artista compresi i best seller più recenti. E non ci saranno solo libri. Si potranno trovare anche manifesti cinematografici e pubblicitari, stampe, fumetti e giochi. Tutti rigorosamente fuori commercio e introvabili altrove.

Per aggiudicarsi un libro senza spendere nulla invece l’appuntamento è dal 24 al 27 novembre nei seguenti 15 punti sparsi in tutta Milano:

– Le stazioni ferroviarie: Centrale, Lambrate, Garibaldi, Cadorna, Bovisa

– Le piazze: S. Babila, Piemonte, Cavour, Scala, Loreto

– Corsi: XXII marzo, Genova, Garibaldi, Magenta, Italia.

Il Salone del Libro Usato sarà in Fiera Milano City, Padiglione 1 – Viale Scarampo angolo Viale Teodorico. Dal 28 al 30 novembre:
Orari: venerdì dalle 18:00 alle 21:00
sabato e domenica dalle 11:00 alle 21:00

L’ingresso è gratuito.