Vietnam: la testimonianza di madri “derubate” dei loro figli

Arriva da uno studioso americano, Bille Larsen, la denuncia di alcuni casi di adozioni illegali di bambini vietnamiti, all’insaputa delle loro madri. L’esperto riporta nelle colonne del principale portale di informazione sull’infanzia vietnamita – Vietnam News – la testimonianza della sua ultima missione in uno dei Paesi considerati di “nuova frontiera per le adozioni internazionali”.

Larsen ha incontrato un gruppo di madri appartenenti a una minoranze etnica, i Ruc, con una drammatica storia in comune: i figli erano stati adottati all’estero senza il loro consenso. Le madri hanno raccontato a Larsen di aver lasciato i figli in un Centro di assistenza per l’infanzia, in tempi di ristrettezze economiche, per garantire loro un pasto e un tetto. Una volta arrivati nel Centro i bambini sono stati inseriti nella lista dei bambini adottabili e, nel giro di pochi mesi, portati all’estero da coppie straniere.

“Con la disperazione nel cuore, i funzionari del Centro mi hanno detto che ero troppo lontana per essere avvisata della decisione di dare in adozione mio figlio.” Questa è una delle testimonianze raccolte da Larsen da una madre Ruc che vive nella remota provincia di Quang Binh, nel Vietnam centrale. Negli ultimi anni, diverse famiglie Ruc avevano deciso di affidare per qualche mese i loro figli ai Centri di assistenza per l’infanzia. I direttori delle strutture approfittavano dell’analfabetismo dei genitori per fargli firmare la dichiarazione di abbandono. In questo modo le famiglie, senza rendersene neppure conto, rinunciavano ai loro bambini. La scoperta dell’inganno avveniva al ritorno nel Centro, quando le madri scoprivano che il loro figlio viveva all’estero con una nuova famiglia.

Le autorità vietnamite hanno avviato una serie di indagine per far luce su questi episodi. Anche l’ambasciata degli Stati Uniti ad Hanoi ha aperto un’indagine sulla vicenda per capire se e quante famiglie americane hanno adottato bambini vietnamiti ignare degli inganni dei funzionari degli orfanotrofi; le autorità italiane stanno indagando su quattro casi di bambini RUC adottati da famiglie italiane.

Lo scorso giugno la polizia ha arrestato i capi dei Centri sanitari comunali di un’altra provincia vietnamita – Nam Dinh – da cui sono stati adottati illegalmente oltre 300 bambini da famiglie francesi e italiane.

Per frenare i casi di adozioni illegali, il Governo vietnamita ha approvato negli ultimi mesi una serie di politiche tese a rafforzare la legislazione sulla protezione per l’infanzia, centralizzare le attività di adozione e la gestione dei fondi erogati ai Centri di assistenza per l’infanzia e gli istituti.
In un’intervista alla stampa locale, il capo dell’Agenzia per l’Adozione internazionale del Ministero della Giustizia, Vu Duc Long Nam Dinh, ha detto che “i bambini già adottati non rientreranno in Vietnam, ma d’ora in poi violazioni dei diritti dei minori come questa saranno ostacolate”.

Fonte: Ai.Bi.

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