“L’anello mediterraneo” contro il ricatto energetico

Diventa sempre più attuale la diversificazione dei fornitori di energia e risorse energetiche. L’interconnessione con altre catene energetiche non solo interne all’Ue ma collegate con i Paesi limitrofi è fondamentale, considerando specialmente la sponda sud del Mediterraneo. Giocherà un ruolo non indifferente l’anello Mediterraneo dell’energia, il MedRing che, collegando gli elettrodotti del Mare Nostrum, dovrebbe cominciare a integrare una rete di gasdotti, così da diversificare i fornitori di Gnl. Lo sviluppo di questo anello energetico è ancora più urgente visto che la Polonia non ha accettato il passaggio del metanodotto North Stream, nonostante la crisi con l’Ucraina spinga proprio verso tale direzione. Secondo fonti del Governo polacco la pipeline che giungerà in Germania potrà irrorare di metano l’Europa occidentale, permettendo però ai russi di interrompere il flusso di gas verso l’est europeo, garantendo loro una potente arma di ricatto.

Ora sul tracciato degli elettrodotti che collegano i vari paesi del bacino del Mediterraneo deve integrarsi la rete di gasdotti atta ad aggirare il ricatto energetico del Cremlino. In ogni caso Kiev continua a strizzare l’occhio a Bruxelles. È bene precisare che già l’Ue allargata ha ereditato connessioni di scarsa qualità negli assi Est-Ovest e Sud-Nord e, considerando che le previsioni parlano di un aumento dell’import energetico, occorre individuare rapidamente nuovi assi potenziando gli sforzi per la sicurezza energetica. Sarà utile completare il mercato interno dell’energia assicurando oltretutto lo sviluppo della rete in termini di energie rinnovabili, garantendo la sicurezza di tali forniture tramite l’assistenza in progetti infrastrutturali all’interno e all’esterno dell’Ue.

Ecco che dalla sicurezza degli approvvigionamenti di gas deriverebbe conseguentemente anche quella del sistema elettrico nazionale e internazionale, specificamente del Mediterraneo offrendo vantaggi grazie alla maggiore disponibilità di energia, diversificazione geografica e possibilità di supporto tra gli Stati membri. All’Italia consentirebbe l’importazione di energia con un risparmio fino al 30%, a vantaggio di imprese e famiglie. Il “Libro Verde” della Commissione Europea “Verso una rete energetica europea sicura, sostenibile e competitiva”, evidenzia l’importanza dell’ulteriore sviluppo del MedRing, sancendone il ruolo chiave per garantire la vera sicurezza energetica dell’Ue.

Tuttavia il Mediterraneo è diventato un’altra zona oggetto di rivalità internazionali per il controllo delle risorse energetiche: Libia, Siria, Libano, Algeria e Egitto sono i paesi arabi coinvolti. L’Algeria fornisce già energia all’Unione Europea attraverso l’oleodotto Trans-Mediterraneo che arriva in Sicilia via Tunisia. Anche Niger e Nigeria stanno costruendo un gasdotto (Tsgp) che raggiungerà l’Unione Europea tramite un’infrastruttura algerina che si dividerà nel Galsi, verso l’Italia, e nel MedGaz, verso la Spagna. La Libia fornisce gas attraverso il Greenstream collegato alla Sicilia.

Al valzer energetico della Russia si aggiunge l’Iran: entrambi cercano di calamitare l’Algeria nella loro orbita per creare un cartello energetico. Dal marzo 2007, un accordo di cooperazione già unisce Gazprom e Sonatrach. Se Algeria e Libia entrassero nell’orbita russo-iraniana, entrambe rafforzerebbero il loro controllo sui corridoi energetici verso l’Europa. Il 97% circa della prevista quantità di metano che sarà importata dall’Europa continentale sarà controllato da Russia, Iran e Siria grazie a un accordo di questo genere, mentre senza l’Algeria la quota risulterebbe intorno al 93,6%. Proprio l’Algeria potrà ulteriormente rafforzare il suo ruolo nel Mediterraneo dato che ultimamente il Parlamento ha emendato la Costituzione eliminando il limite dei due mandati presidenziali: Abdelaziz Bouteflika, in carica dal 1999, potrà candidarsi alle prossime elezioni, previste per aprile. Cinquecento deputati e senatori, su 529 presenti e 8 astenuti, hanno approvato la modifica, di fronte alla contrarietà dei partiti storici dell’opposizione: potrà così perpetuarsi la linea di normalizzazione delle relazioni internazionali.

Altro attore che farà valere i propri interessi nell’area mediterranea è sicuramente la Libia, che già rifornisce di gas l’Italia. Il rais Gheddafi ha stretto un accordo per la concessione di una base militare alla Russia sul tanto agognato mar Mediterraneo. La sicurezza energetica dell’Ue risulterebbe sotto il controllo di Russia, Iran, Turchia, Algeria e Siria in ragione del loro controllo sulle rotte energetiche geo-strategiche. Per tal motivo l’Ue ha tentato senza successo di spingere la Russia a firmare un accordo che avrebbe obbligato Mosca a fornire energia, e la Nato sta considerando di ricorrere all’articolo 5 della sua carta militare per la sicurezza energetica.

La diatriba con L’Ucraina fa emergere in tutto il mondo la necessità di assicurarsi le risorse energetiche sfruttando obblighi reciproci. Se l’anello energetico mediterraneo MedRing venisse efficacemente integrato con la rete di gasdotti, porterebbe alla creazione di meccanismi di mutua assistenza con i Paesi rivieraschi e quelli del Mediterraneo Allargato, costituirebbe una catena difficile da spezzare. In futuro il passaggio di gasdotti, seguendo una strategia globale per interposti Paesi, porterebbe qualche colosso mondiale dell’energia a desistere dall’effettuare ricatti energetici, per non far venir meno la credibilità internazionale propria e quella del Paese che esso rappresenta.

Articolo di: Roberto Mulas
Fonte: Geopolitica.info

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