L’Italia raccontata dai nonni, i nonni raccontati dai nipoti.

Le donne del carcere, Pacu, se le ricorda eccome. Quando era dentro, da giovane, gli capitava di fare lavoretti da muratore anche nella sezione femminile. E così, per guadagnarsi qualche pacchetto di sigarette, si dedicava al traffico di mutande: se le procurava dalle prostitute – «pensa che se le sfilavano proprio davanti a me, tu immagina soltanto…» – e poi le rivendeva agli ergastolani assetati di profumi. «Ma per passare i controlli le nascondevo nei sacchi di scagliola, nel gesso: chissà che odore di donna riuscivano a sentire, quelli là» sogghigna adesso, una vita dopo. Nella, 86 anni scanditi con orgoglio davanti alla videocamera, si ricorda invece di quando, da adolescente, faceva la mondina nelle risaie di Novara e Vercelli. Lavorava da mattina a sera, senza mai perdere nemmeno un’ora, e cantava tutto il tempo: «Sior paron dale bele braghe bianche, fora le palanche, fora le palanche». Nonostante gli insetti e la fatica, racconta, erano «cantamenti da matti».

IL PROGETTO – Pacu (classe ’38) e Nella (’21) sono soltanto due dei tanti nonni d’Italia che hanno depositato i loro ricordi nella “Banca della memoria”: un progetto “no profit” dedicato alla raccolta delle esperienze di vita delle persone nate prima del 1940. In meno di un anno è stato accumulato sul web un patrimonio di oltre mille aneddoti ed episodi: una lunga serie di mini-video di pochi minuti che hanno ispirato iniziative analoghe in Spagna, Francia, Germania, Inghilterra, Stati Uniti e, a breve, Svizzera, Brasile e Russia. Un successo: se sommassimo uno dopo l’altro i minuti già visualizzati dagli utenti, il totale della “memoria trasferita” supererebbe, secondo l’apposito contatore sul sito, un anno e dieci mesi.

Video 1 – Il cibo nel carcere | Video 2 – Vita nella risaia

LE INTERVISTE – «L’idea – racconta Luca Novarino, uno dei quattro ragazzi che hanno realizzato il progetto – è nata nell’estate del 2007 e, dopo un anno di lavoro compiuto principalmente nel tempo libero, il sito www.bancadellamemoria.it è stato lanciato il 15 giugno 2008. Ha riscosso subito un buon successo, ma di fondamentale importanza è stata la decisione di svolgere nel mese di agosto un tour per l’Italia (“30 città in 30 giorni”), a caccia di interviste su tutto il territorio nazionale: questa avventura ha permesso all’iniziativa di farsi conoscere, attirando l’attenzione di diversi importanti quotidiani e trasmissioni televisive». Come scegliete i vostri testimoni? «L’unico criterio è quello dell’età: devono essere nati prima del 1940. Non importa che abbiano vissuto grandi imprese, siano stati testimoni di eventi storici di o fatti straordinari. Chiunque abbia voglia di condividere un suo personale ricordo può partecipare». E quale Italia viene fuori da questi racconti? «Quella di un paese distrutto dalla guerra: fisicamente, economicamente e moralmente. L’esperienza bellica ha lasciato un segno indelebile. Nello stesso tempo viene descritta una popolazione che poco alla volta ha saputo ricostruirsi da capo».

Il sito della Banca della Memoria
LA GUERRA – C’è Tino (classe ’30), ad esempio, che racconta i bombardamenti su Torino e l’incontro con una signora che trovò in cucina «una bomba di tre metri, una bestia così che non era esplosa»; per Santino quelli erano tempi di fame, e il ricordo incancellabile è la carne in scatola, la prima della sua vita, che gli offrì un soldato inglese: «Mi chiamò da lontano, c’mon boy, c’mon boy, ma io mica mi fidavo. Poi lui ne mangiò un pezzo e mi fece coraggio». E poi la vita quotidiana, la vita di quei tempi: Giulio (classe ’35) ancora adesso tradisce tutta la nostalgia per le case chiuse, «l’unico posto dove era possibile avere un contatto fisico con una donna» che non si limitasse a qualche «bacio periferico»; Nonna Tita (classe ’36) rimpiange i corteggiatori d’un tempo: «’sti ragazzi ti seguivano ovunque: a Messa, a passeggio. Passavano e ti consegnavano una poesia: io ce le ho tutte conservate. Era una cosa meravigliosa».

RITRATTI SCRITTI – Il meglio di questo archivio in stile YouTube si trasformerà presto in un dvd che uscirà nel prossimo autunno (per Einaudi Stile Libero). Ma stavolta, accanto ai filmati, ci saranno anche i ritratti dei nonni scritti dai nipoti: un centinaio di brevi racconti (massimo 1500 battute) selezionati tra quelli inviati alla Banca della Memoria. «È’ stata la casa editrice a contattarci – afferma Luca Novarino. – Abbiamo trascorso questi ultimi mesi a immaginare un modo che potesse riprendere il modello della Banca della Memoria puntando anche su un formato diverso, ovvero quella della scrittura (qui e qui due esempi). Se fino ad oggi abbiamo raccolto video in cui gli anziani raccontano le loro esperienze, ora chiediamo ai giovani di scrivere un ricordo, un aneddoto, un’esperienza vissuta con un anziano». Tutto depositato in banca.
E l’interesse è garantito: un patrimonio del genere non può che rivalutarsi nel tempo.

Fonte: Germano Antonucci per “Il Corriere della Sera” .

Annunci

Una risposta a “L’Italia raccontata dai nonni, i nonni raccontati dai nipoti.

  1. Che belle iniziative!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...