Hamas deve riesaminare le sue politiche.

In un articolo sul sito web affiliato a Hamas, il giornalista Mu’min Bsiso lancia un appello affinché Hamas riesamini le sue linee politiche e militari alla luce di quella che chiama la grave condizione del popolo palestinese. Dice che Hamas deve mostrare maggiore flessibilità, adattare le sue politiche alle circostanze esistenti, e dare il suo accordo alla formazione di un governo palestinese che sia accettabile per il resto del mondo. Nel discutere la situazione militare, critica i vertici di Hamas per la guerra di Gaza e, seppure implicitamente, condanna il lancio di razzi verso Israele.

Qui di seguito si riportano alcuni brani dell’articolo:

Hamas deve mostrare flessibilità ed adattarsi alla realtà

“Il problema palestinese non è mai stato così complicato come oggi. I palestinesi hanno toccato il fondo del loro deterioramento e del loro disaccordo interno. I rapporti [fra le differenti fazioni] della nazione non sono mai stati cos’ cattivi come oggi. Ricostruire Gaza è una delle sfide più importanti del governo di Hamas e la chiave del successo per la creazione di un governo palestinese che sia accettabile per la comunità internazionale…

“L’ascesa al potere di Hamas e la sua presa di Gaza, hanno reso legittimo, per Israele, il lancio di una guerra contro Hamas e la situazione creatasi nella recente guerra [di Gaza] potrebbe portare ad un’altra guerra se Hamas continua a governare [Gaza] in assenza di ogni possibilità di avere una tahdiah con l’occupante. Se scoppiasse un’altra guerra, le strutture e le istituzioni di Hamas, per costruire le quali ci sono voluti molti anni, potrebbero ricevere un colpo diretto da Israele e disintegrarsi.

“L’ascesa di Hamas al potere, il suo predominio nel governo dopo le elezioni del 2006 per il Consiglio Legislativo, e la sua vittoria militare [i.e. il colpo do stato di Gaza] sono costati cari dal punto di vista diplomatico, economico ed organizzativo, così come sul terreno. [Il dovere di] governare [Gaza] ha distratto Hamas da alcuni dei compiti e problemi ai quali si sarebbe sempre dovuto dare alta priorità – specialmente la resistenza e la ristrutturazione del movimento in maniera da facilitare le attività di governo e di diplomazia.

“Questi fatti obbligano Hamas a riesaminare le sue opzioni diplomatiche e la sua tattica e trovare l’opzione che meglio si adatti ai fatti politici ed alla realtà. Deve mostrare maggiore flessibilità diplomatica che porti dei risultati [anche se] non omnicomprensivi.

“mettersi d’accordo su un governo di rappresentanti indipendenti, secondo il piano politico messo a punto nell’Accordo della Mecca, è una delle opziono accettabili da parte della comunità internazionale ed è l’opzione che meglio si adatta al periodo attuale – che è pieno di ostacoli, trappole e sfide. Questa opzione è la piena risposta alle sfide politiche interne ed esterne ed alla sfida della ricostruzione di Gaza. Allo stesso tempo conserva il programma politico di Hamas ed impedisce la messa a repentaglio [di questo programma]

“La creazione di un governo di indipendenti, come era stato convenuto [in passato], farà respirare un’aria nuova alla causa palestinese. [Inoltre] libererà Hamas dal peso di sostenere l’alto costo e le conseguenze dell’essere al governo, e di dovere rendere conto alla gente della crisi economica. Toglierà anche ad Israele ogni pretesto per reiterare la sua violenta aggressione [contro Gaza].

“Questo darà ad Hamas il tempo per ricostruire le sue infrastrutture ed istituzioni organizzative e sociali e di potere fare un’analisi più accurata della resistenza – il giusto modo per mantenerla, alimentarla e rafforzarla, basato su un approccio innovativo ed avanzato che sarà sviluppato per rispondere alla sfide cui il popolo palestinese deve far fronte…”

Ci sono stati errori nella conduzione delle Guerra di Gaza

Mentre enumerava gli aspetti positivi del funzionamento di Hamas durante la guerra, Bsiso ha anche elencato gli errori della sua politica: “In generale, la prontezza militare di Hamas è stata insufficiente ed è stata incapace di resistere ad un attacco di questa portata, [sebbene l’attacco sia stato preceduto] da innumerevoli minacce da parte di Israele [dando un lungo avvertimento di quello che stava per succedere].

“Contando unicamente sui metodi presi a prestito da Hezbollah, [Hamas ha perso] l’elemento soprpresa, sul quale contava. L’esercito d’occupazione, [per contro] era ben preparato ed è riuscito ad evitare molte di queste tattiche e metodi. C’era bisogno di metodi differenti e creativi, con i quali l’esercito di occupazione non si fosse precedentemente confrontato.

“La mancanza di armi contraeree ha lasciato il fronte palestinese vulnerabile [agli attacchi degli aerei e degli elicotteri israeliani], ed ha notevolmente ridotto le possibilità di manovra dei combattenti di Hamas sul campo.

“[Per di più, Hamas] non aveva armi anticarro i lunga gittata (i.e. superiori ad 1 Km) che lo hanno privato di ogni capacità di affrontare i convogli di carri armati e di veicoli blindati israeliani, dando alle forze israeliane una superiorità sul campo di battaglia..

“prima delle Guerra, il movimento aveva completamente escluso la possibilità di un confronto aperto e di una massiccia invasione israeliana [di Gaza. In altre parole] aveva stimato in modo errato la probabilità di un confronto con l’occupante. Non c’era un piano strategico per una guerriglia in caso di invasione israeliana all’interno delle zone abitate [di Gaza]. [Per di più] prima della guerra, la capacità del movimento di scoprire la rete dei collaboratori era scarsa – il che significa che l’esercito di occupazione aveva un fiume di informazioni che lo hanno aiutato a colpire molti obiettivi palestinesi.”

L’articolo enumera il problemi “cronici” che affliggono la resistenza, come le “operazioni spontanee di resistenza portate avanti dalle fazioni palestinesi, specialmente gli attacchi con razzi; in alcuni casi le posizioni contrastanti ed i differenti programmi delle fazioni della resistenza e la mancanza di coordinamento fra di loro…”

Bsiso conclude che c’è bisogno di imparare la lezione e di “formulare un piano strategico, in vista della possibilità che ci sia un’altra guerra, prendendo in considerazione tutte le opzioni, alternative e fabbisogni – in modo che il piano sia pronto per essere applicato senza ritardi. Allo stesso tempo” aggiunge, “Il movimento deve mostrare più cautela e mettere a punto i meccanismi della resistenza sul fronte di Gaza. Le fazioni della resistenza devono raggiungere un accordo, incluso soluzioni adeguate per i vari fenomeni negativi.

“Hamas ha imparato molte lezioni dalla guerra – ma l’ostacolo che si frappone all’implementazione di queste lezioni ha a che fare con fattori esterni che vanno oltre il suo controllo.”

Fonte: MEMRI.

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