La Commissione Onu a Ginevra esamina i crimini di guerra di Israele e Hamas a Gaza.

La Commissione per i diritti umani dell’Onu discute il testo integrale del rapporto sui crimini di guerra compiuti da Israele e Hamas durante l’operazione “Piombo fuso”. I risultati dell’indagine, realizzata dal giudice Richard Goldstone, sono accolti con soddisfazione dalle organizzazioni per la difesa dei diritti umani, ricevono dure critiche da israeliani e palestinesi e suscitano l’imbarazzo degli Usa.

Nelle 574 pagine del rapporto Tel Aviv è criticata per l’uso sproporzionato della forza e le violenze perpetrate in maniera deliberata contro la popolazione; ai miliziani palestinesi invece vengono imputati il lancio di razzi ed i colpi di mortaio che hanno scatenato l’offensiva. Entrambe le parti in conflitto sono accusate di aver causato vittime civili durante il conflitto durato 22 giorni.

Hamas respinge le accuse e lo stesso fa Israele che ha boicottato fin dall’inizio l’indagine di Goldstone. Il premier Benjamin Netanyahu aveva già attaccato il rapporto Onu davanti all’Assemblea generale affermando che esso “equipara in maniera ingannevole i terroristi ai loro bersagli”. Aharon Leshno-Yaar, ambasciatore israeliano all’Onu, ha ribadito il giudizio di Tel Aviv dopo l’intervento di Goldstone definendo il rapporto “una vergogna”.

Michael Posner, da poco confermato ambasciatore per la democrazia, i diritti umani ed il lavoro della Segreteria di Stato Usa, ha ribadito che la Casa Bianca considera il rapporto Onu “profondamente imperfetto” e quindi ha dichiarato: “Noi incoraggiamo Israele a utilizzare un appropriato riesame interno per indagare sulle accuse credibili”.

Le organizzazioni per i diritti umani plaudono invece al lavoro della Commissione diretta da Goldstone, criticano Israele e Palestina e accusano i Paesi dell’Unione Europea e gli Usa di non aver sostenuto il rapporto assumendo posizioni ipocrite. Sarah Leah Whitson, di Human Rights Watch, afferma che “l’amministrazione Obama non può pretendere una seria verifica delle responsabilità in situazioni come il Sudan ed il Congo e poi lasciare che un suo alleato come Israele la faccia franca”.

Nel suo rapporto il presidente della commissione d’inchiesta Onu punta l’indice contro la “cultura dell’impunità” che vige nella regione e afferma che “la crescente mancanza di giustizia sta mettendo a repentaglio qualsiasi speranza di un processo di pace che abbia successo e sta rafforzando un clima che incoraggia violenza”. Il rapporto invita il Consiglio di sicurezza dell’Onu a riferire le accuse alla Corte internazionale di giustizia se le due parti non svolgeranno indagini per perseguire i responsabili dei crimini.

Fonte: AsiaNews.

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