“Arbeit Macht Frei”: rubato il cartello all’entrata del campo di concentramento di Auschwitz.

Un atto di vandalismo, ma dalla connotazione fortemente simbolica.
Il cartello recante l’iscrizione in tedesco «Arbeit Macht Frei» («Il lavoro rende liberi») posto all’ingresso dell’ex campo di sterminio nazista di Auschwitz, in Polonia, è stato rubato da ignoti.
È la prima volta che la targa con l’oltraggiosa scritta, realizzata dai prigionieri, viene sottratta dal posto in cui fu messa nei primi anni ’40. Nel campo di concentramento non lontano da Cracovia morirono circa un milione di persone, il 90% dei quali ebrei.

«L’iscrizione è stata rubata alle prime ore del mattino – ha detto Jaroslaw Mensfeld, portavoce del museo che gestisce l’ex campo di sterminio -. È una profanazione del luogo dove sono state uccise oltre un milione di persone. Chiunque lo abbia fatto sapeva bene cosa stava rubando».
Il quotidiano Gazeta Wyborcza riferisce sul proprio sito che il cartello rubato è già stato sostituito con una copia, realizzata tempo fa per consentire la riparazione dell’originale. La polizia ha aperto una inchiesta, mentre la prefettura ha garantito che verrà data la caccia agli autori del furto.
L’ex campo di sterminio è chiuso di notte e controllato dalla vigilanza. Gli inquirenti, che hanno trovato tracce dei ladri (probabilmente fuggiti in auto), stanno ora vagliando le registrazioni delle videocamere. Il vice ministro degli Esteri polacco Andrzej Kremer ha espresso sdegno del ministero per «l’atto ripugnante», augurandosi che il cancello venga presto ritrovato.

È il primo caso di furto di questo genere in quello che è considerato il luogo simbolo dell’Olocausto.
Sorto nell’aprile del 1940, dopo l’occupazione della Polonia da parte di Adolf Hitler nel settembre 1939, il campo di concentramento di Auschwitz (nome tedesco della cittadina polacca di Oswiecim) divenne il simbolo dell’Olocausto.
Nel campo trovarono la morte oltre un milione di persone, in maggioranza ebrei.
Il gerarca nazista Einrich Himmler l’aveva anche scelto come sede di uno stabilimento dell’industria chimica IG-Farben e di aziende agricole, per sfruttare la manodopera dei prigionieri. Il lager fu liberato dai soldati dell’armata rossa il 27 gennaio 1945, e da allora questo giorno è stato dichiarato giornata della memoria mondiale in ricordo della Shoah.

Fonte: Corriere della Sera.

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