L’uomo che fregò la CIA

Dennis la volpe li ha fregati. O forse loro hanno voluto farsi fregare.
Loro sono: i vertici della Cia nel 2003, la Casa Bianca e l’Homeland Security americana.
Questa la storia, Dennis Montgomery, presunto inventore di software, riesce a convincere un numero ristretto di 007 di una clamorosa scoperta. La tv satellitare «Al Jazeera» – sostiene – trasmette dei segnali segreti con un codice a barre destinati a cellule in sonno di Al Qaeda. Messaggi che contengono – sempre secondo la sua versione – istruzioni e dati su come colpire aerei passeggeri in giro per il mondo. Bene – spiega – io ho inventato un sistema in grado di sventare questa minaccia.
E’ quello che qualcuno ribattezza il «decoder anti-Al Jazeera».

La «scoperta» di Montgomery resta confinata in un cerchio ristretto.
Ne è a conoscenza l’allora direttore della Cia, George Tenet, e pochi altri. Sembrano convinti che funzioni, anche se qualche agente prima esprime dei dubbi e poi definisce il progetto una buffonata. Uno di loro grida: «E voi date i fottuti soldi a questa gente?».
Ma intanto la «scoperta» cammina, arriva fino ai vertici del paese e – incredibile – è all’origine di un allarme generale. Alla vigilia del Natale del 2003 gli Stati Uniti decretano l’allerta, costringono alla cancellazione numerosi voli sulla rotta Usa-Europa, rafforzano le misure di sicurezza perché sono state raccolte informazioni sulla preparazione di un attacco eversivo. Secondo una ricostruzione della rivista «Playboy» sarebbe proprio Dennis la volpe a innescare la grande mobilitazione con l’inesistente decoder. Passano le feste e non succede nulla.

La Cia, con l’aiuto dei servizi segreti francesi, stabilisce che «l’invenzione» di Dennis non può funzionare per il semplice fatto che non esiste alcun codice a barre segreto.
Sono fantasie.
Una situazione surreale che oggi viene spiegata in questo modo: forse l’amministrazione ha voluto prendere per buona la scoperta perché gli faceva comodo.
Qualsiasi informazione che tenesse alta la tensione sul terrorismo era utile e dunque anche la balla su Al Jazeera alimentava il gioco. Intanto Montgomery finisce nel mirino dell’Fbi. Non serve James Bond per accertare che Dennis è uno che gioca forte al casinò e perde molto. Anzi moltissimo. Le invenzioni che propina servono a procurargli il denaro da spendere sui tavoli verdi di Las Vegas. Montgomery, comunque, trova sempre sponde giuste. Politici e miliardari che abboccano ai suoi ganci. Ma ha anche problemi, provocati da battaglie legali con un socio, debiti, assegni scoperti e indagini condotte però in modo morbido, per non toccare «la sicurezza nazionale». Ex colleghi raccontano dei trucchi da magliaro organizzati durante incontri con funzionari del Pentagono e degli adesivi con scritto «riservato» che appiccicava, a caso, su ogni tipo di documento. Faceva scena.
Uno così avrebbe dovuto volare basso e, invece, Dennis la volpe ha continuato a piazzare prodotti.
L’ultimo contratto da 3 milioni di dollari – sostiene la rivista – lo ha ottenuto nientemeno che dall’Us Air Force «per un software innovativo». Un accordo che potrebbe aiutarlo a risolvere un po’ dei suoi guai, visto che in giugno ha dichiarato bancarotta.

Fonte: Corriere della Sera.

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