Difesa e 007, nuovo modulo d’attacco.

Una nuova squadra per affrontare le sfide prossime venture.
Il Consiglio dei ministri ha nominato il generale di corpo d’armata Adriano Santini direttore dell’Aise, l’Agenzia per la sicurezza esterna, in sostituzione dell’ammiraglio Branciforte.
Nuovo assetto anche alla Difesa, dove il generale Claudio Graziano diventa il nuovo capo di gabinetto del ministro Ignazio La Russa.
Graziano è appena rientrato dal Libano dove ha comandato l’Unifil, la missione dell’Onu. Sostituisce il generale Biagio Abrate, nominato segretario generale degli armamenti. Due ufficiali di grande esperienza internazionale. Ancora più importante in questo momento nel quale le minacce sono sempre più globalizzate. E non solo dal punto di vista strettamente militare. In un momento di forte crisi economica, la difesa degli interessi nazionali si fa prioritaria nei settori industriali e nella protezione delle reti strategiche.

Campi che vedono gli 007 in prima linea in quel conflitto sotterraneo, invisibile ai più, che può provocare gravi danni alla tenuta del Paese. Una battaglia che si gioca, come ha ultimamente spiegato il direttore del Dis, Gianni De Gennaro, nel cyberspazio.
Territorio senza legge nel quale si muovono hacker al servizio di potenze economiche e terroristi internazionali. Pirati di internet che sfruttano il mimetismo della Rete per raggiungere i propri bersagli. Il generale Adriano Santini, consigliere militare di Berlusconi dall’agosto del 2008, vanta una discreta esperienza internazionale. Ha ricoperto l’incarico di addetto per l’Esercito presso l’ambasciata d’Italia a Londra dal ’98 al 2001 e quello di Italian Senior National Representative a Tampa in Florida nel 2003. Da giugno a novembre 2003 ha comandato il contingente nazionale interforze nell’ambito dell’operazione «Antica Babilonia» in Iraq.

Graziano, generale degli Alpini, è stato addetto militare a Washington, ha avuto il comando della Brigata multinazionale Kabul in Afghanistan e la responsabilità dell’area operativa della provincia di Kabul fino al 6 febbraio 2006. Dal 2007 e, fino a pochi giorni fa, è stato il comandante della missione Unifil in Libano. Due uomini, quindi, che conoscono il «terreno» insidioso dei rapporti internazionali e delle minacce reali. Da due scrivanie diverse dovranno fornire le giuste informazioni per proteggere i nostri soldati schierati nei teatri internazionali e gli interessi dell’Italia, dentro e fuori i confini.

Fonte: Il Tempo.

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