La Russa: nessuna incompatibilità tra omosessualità e servizio militare.

Nessuna incompatibilità tra l’essere omosessuale e il servizio militare nelle Forze armate italiane.
E’ il ministro della Difesa Ignazio La Russa a sottolinearlo, ricordando che “in Italia non c’è alcuna norma, come c’era in altri Paesi, che vieti ai gay di fare il militare. Poi, nell’esame caso per caso, ci può essere una valutazione sulla personalità del singolo che tiene conto di tante cose. In passato, quando c’era il servizio di leva, erano più quelli che dichiaravano di essere gay anche senza esserlo nel tentativo di evitare la naja”. “Semmai, quindi, l’opera di selezione dei militari per il servizio di leva è stata al contrario: lo fai anche se dici di essere gay, noi abbiamo avuto un approccio opposto. Secondo me non c’è incompatibilità soprattutto adesso che c’è un servizio volontario e professionale, non obbligatorio”. “Se qualche problema poteva essere sollevato in passato, quando il servizio militare era obbligatorio, adesso questo argomento, questa obiezione non possono neanche essere posti. Quindi -osserva La Russa, giunto nel pomeriggio a Istanbul per prendere parte al vertice informale dei ministri della Difesa della Nato- di per sè l’essere gay non ha alcun valore ai fini della compatibilità con il militare. Essere gay o non esserlo non ha rilevanza per essere ammessi”.
La Russa precisa di non aver “mai ricevuto segnalazioni da parte di gay in uniforme che lamentassero di essere discriminati e neanche l’opposto, qualcuno che ha protestato per la presenza di omosessuali. Da questo punto di vista -rileva- sono molto contento perchè la considerei una discriminazione senza alcuna ragione. Diverso è se uno dà fastidio a persone del suo stesso sesso o del sesso opposto: non dimentichiamo che adesso ci sono anche le ragazze. Quello non l’ammettiamo, anzi la molestia sessuale verrebbe sanzionata. Nessuna discriminazione, quindi -conclude- ma neanche un trattamento di favore”.

Dall’altra parte del mondo però i capi militari non sempre sono daccordo con l’integrazione dei gay nelle forze armate. E’ il caso del Brasile dove, nel corso di un dibattito al Congresso di Brasilia sull’ammissione degli omosessuali nelle forze armate, il generale Raymundo Nonato de Cerqueira, membro del Supremo tribunale militare, ha affermato che “i soldati in generale non accettano di essere comandati da un gay. Sarebbe meglio che un omosessuale cercasse un altro settore per la sua attività lavorativa”. ”E’ già stato provato ampiamente, in Vietnam per esempio, – ha continuato il generale – che il comando in guerra richiede una serie di attributi, che il gay tende a non avere, e perciò le truppe possono non obbedire” che ha concluso: “Non è che io sia contro gli omosessuali, ognuno deve vivere come gli pare. Dico solo che la vita militare, e l’esercizio del comando in particolare, non si addicono a quel tipo di individuo. E’ meglio che si dedichi a qualcos’altro”. Fuori dal coro invece un altro alto ufficiale brasiliano, l’ammiraglio Luiz Pinto, che invece ha risposto ai parlamentari dicendo: “Non vedo problemi, purchè il militare gay mantenga la dignità personale e quella dell’uniforme che indossa”.

Fonte: Corriere della Sera.

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