Nucleare: al via il summit di Washington

Si apre a Washington il Nuclear Security Summit.
Durante il vertice, voluto da Barack Obama, i leader di 47 Paesi discuteranno di sicurezza e terrorismo nucleare, cercando di trovare un terreno commune e una base di partenza per il lavoro degli anni a venire. Il presidente Usa ha completato cinque incontri bilaterali con i leader di India, Pakistan, Sudafrica, Kazakistan e Nigeria. Volerà negli Stati Uniti per il summit anche Silvio Berlusconi.
Dopo la storica firma a Praga del nuovo trattato Start tra Russia e Stati Uniti, prosegue lo sforzo in materia di sicurezza nucleare del presidente americano Barack Obama, in quello che appare come lo sforzo diplomatico più impegnativo della sua presidenza. Si tratta del maggior vertice sul tema dal 1945. Quarantasette i Paesi presenti.
Il principale obiettivo della due giorni voluta da Barack Obama è trovare un terreno comune e fissare le linee guida che consentano di proseguire con le politiche di non proliferazione nucleare e di rispondere in modo deciso alla minaccia di terrorismo nucleare, che il presidente americano ha descritto come “il maggiore pericolo per la sicurezza nazionale”, come ha ricordato nei giorni scorsi Ben Rhodes, vice consigliere per la sicurezza nazionale e per la comunicazione strategica.
“Il presidente vuole che entro quattro anni le scorte di uranio altamente arricchito in ogni parte del globo siano soggette a misure di sicurezza estremamente rigide. La maggior parte dei Paesi a livello globale hanno interesse a limitare la minaccia di terrorismo nucleare”, ha detto Steven Pifer, esperto in materia della Brookings Institution.
Oltre al summit in sé, si guarda anche agli incontri bilaterali che il presidente Obama ha organizzato a margine dei lavori ufficiali. Alcuni si sono tenuti sabato. Il primo, alla Blair House, con il primo ministro indiano Manmohan Singh. Tra i temi in discussione durante gli incontri una delle questioni centrali della politica estera di Obama, ovvero l’Iran e la necessità di sanzioni capaci di dissuadere Teheran dal proseguire con le proprie ambizioni nucleari. “E’ una questione separata dall’agenda del summit, comunque gli Stati Uniti continuano a lavorare con il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per fare pressione affinché l’Iran si attenga ai propri obblighi nell’ambito dei trattati di non proliferazione nucleare e Obama ne discuterà durante alcuni dei bilaterali”, aveva detto Rhodes.
Tra gli incontri in programma per Obama, il più importante è quello con il premier cinese Hu Jintao, durante il quale dovrebbero essere affronte non solo le questioni sul nucleare, ma anche questioni valutarie, alla luce della visita in Cina del segretario al Tesoro Timothy Geithner e dopo che il Governo Obama ha deciso di posticipare la diffusione del rapporto in cui la Cina potrebbe essere ufficialmente accusata di manipolare il valore della propria valuta.

Fonte: TGCom.

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