Somalia: il ruolo dell’Italia per la stabilita’ della regione

Ferma condanna ma anche un appello alla comunità internazionale ad affrontare con determinazione la sfida del terrorismo fondamentalista islamico Al-Shabaab anche per evitare gravi conseguenze nel Corno d’Africa: sono stati espressi dal Ministro Franco Frattini dopo il “vile attacco” terroristico all’hotel Muna di Mogadiscio.

L’Italia sostiene con convinzione l’azione dell’Unione Africana che con i suoi 6mila uomini di Amison combatte le milizie islamiche fondamentaliste per evitare il collasso delle istituzioni somale e per la stabilita’ della regione. Il governo italiano continuerà nella sua attività di assistenza al consolidamento delle strutture governativo-ministeriali somale e alla formazione delle forze di pubblica sicurezza, di polizia di frontiera e andando incontro ai bisogni della popolazione con aiuti umanitari e riattivando strutture ospedaliere della capitale.

Un milione di euro sono stati stanziati a favore delle forze di sicurezza somale mentre e’ in corso un programma di formazione di funzionari polizia di frontiera a cura della nostra Guardia di Finanza, ed è in fase di definizione un programma di addestramento in Kenya, tramite l’UA, di poliziotti somali a cura dei nostri Carabinieri. L’Italia e’ impegnata proprio in questi giorni in passi congiunti UE/USA/UA in numerose capitali, africane e non, per sollecitare aiuti per il rafforzamento di AMISOM e TFG.

L’ammontare complessivo dell’aiuto finanziario dell’Italia dal 2009 ad oggi in favore delle istituzioni transitorie somale è pari a 27,2 milioni di euro. Le somme gia’ erogate sono cosi’ ripartite: 4 milioni a favore delle forze di sicurezza somale; 5 milioni di euro a favore della missione di pace dell’Unione Africana (AMISOM); 1,7 milioni di euro a favore del Governo somalo (Ufficio Primo Ministro e Ministeri degli Esteri, dell’Interno, delle Finanze e della Sicurezza Nazionale); 8,3 milioni di euro di aiuti umanitari tramite le Agenzie ONU e sul canale dell’emergenza.
Nonostante la situazione d’instabilità politica e lo stato delle condizioni di sicurezza, la Somalia permane un Paese prioritario nell’azione della Cooperazione italiana. La Cooperazione ha, infatti, ritenuto opportuno assegnare la massima attenzione ad un Paese nel quale, alla fine del 2009, circa 3 milioni di individui necessitavano di assistenza umanitaria e gli sfollati erano circa 1,2 milioni, e verso il quale tra il 1981 ed il 2009 l’Italia ha elargito contributi a dono per un totale di circa 755 milioni di euro.

La strategia della Cooperazione italiana cerca di seguire il duplice approccio di fornire assistenza, da un lato, la popolazione, e sostenere, dall’altro, le fragili istituzioni governative, in coordinamento con gli interventi della comunità internazionale. Sul medio-lungo termine rilevano i due documenti programmatici, il Reconstruction Development Programme, redatto da UNDP e World Bank, ed il Joint Strategy Paper, redatto insieme ai membri più attivi della Commissione Europea in Somalia e con la Norvegia.

La Somalia è uno dei Paesi che beneficiano dei fondi del Decreto Missioni, in base al quale il Governo italiano autorizza iniziative di cooperazione in aree di crisi umanitaria e di conflitto; nel 2009 sono stati assegnati per Mogadiscio circa 5,5 milioni di euro. Quanto al 2010, le risorse finora deliberate sono state pari a circa 3 milioni di Euro e verranno utilizzate per iniziative che contribuiscono ad alleviare le criticità somale nei settori shelter, acqua, salute ed educazione.

Particolarmente significativa l’assistenza fornita dalla Cooperazione Italiana al sistema sanitario con la prosecuzione, tramite UNOPS, del sostegno a 12 ospedali in Somalia, distribuiti in Somaliland, Puntland e Somalia centro-meridionale, con l’obiettivo di contribuire alla fornitura di servizi e migliorare la disponibilità e l’accesso all’assistenza sanitaria nelle aree selezionate per la popolazione stanziale e sfollata.

Fonte: MaE.

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