Braccio di ferro Letta – COPASIR

Se il Copasir non ritrova l’unanimità, il governo non trasmetterà i documenti riservati sulle inchieste e le indagini svolte da palazzo Chigi sui servizi segreti.
È stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, a comunicarlo ieri al comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica presieduto da Massimo D’Alema, riunitosi per rinnovare – con una decisione che ha visto contrari i componenti Pdl e Lega – l’invito all’audizione del premier Silvio Berlusconi.
La mole delle attività di verifica e controllo sui nostri servizi, svolte da un gruppo di ispettori di palazzo Chigi – un magistrato, un generale dell’esercito, un prefetto e un ambasciatore – annovera almeno una decina di fascicoli. Sono tre, in particolare, le inchieste, le carte che scottano insomma: il caso Abu Omar e l’opposizione del segreto di Stato; il presunto pedinamento, da parte di alcuni agenti, di Italo Bocchino (Fli); e – la più delicata, non è stata ancora conclusa – la questione del ruolo avuto o meno dagli 007 nelle stragi di mafia.
Documento molto attesi, viste le implicazioni politiche che ne potrebbero derivare. Ma il clima infuocato al Copasir, con l’opposizione diventata maggioranza grazie all’alleanza con Carmelo Briguglio (Fli), ha dilaniato il clima in prevalenza bipartisan del comitato e ha logorato i rapporti, finora cordiali e diplomatici, con Gianni Letta.
La lettera di D’Alema per chiedere di nuovo l’audizione di Berlusconi ha sancito definitivamente le spaccature già delineatesi diverse settimane fa.
Scartata l’ipotesi che il Cavaliere si presenti in audizione, non è escluso a questo punto che si alzi ancora il livello dello scontro: magari con una lettera ai presidenti di Camera e Senato per stigmatizzare la mancata presentazione del premier. «Sarebbe un ulteriore atto di disprezzo del Parlamento» dice D’Alema.
Replica Fabrizio Cicchitto (Pdl): l’iniziativa della lettera «rientra in una campagna strumentale contro Berlusconi».
Aggiunge Gaetano Quagliarello (Pdl): «Il Copasir diventa arma impropria di lotta politica». Carmelo Briguglio (Fli) stigmatizza invece «l’uso delle scorte del capo del Governo in compiti del tutto estranei a quelli istituzionali». Giuseppe Caforio (Idv) sottolinea il tema «della sicurezza e segretezza delle varie residenze del premier». Ed Ettore Rosato (Pd) osserva: «Il Pdl sta difendendo l’indifendibile, cioè l’indifferenza di Berlusconi nei confronti dei problemi del paese».

Fonte: Il Sole 24 Ore.

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