Archivi del mese: dicembre 2010

Kosovo: Cimic Health Centre “fiore all’occhiello” dell’Esercito Italiano

Continua l’attività dell’Health Centre, sezione del CIMIC (Civil Military Cooperation) che opera nel settore sanitario.
176 sono i casi esaminati, 41 i bambini curati in Italia; questi sono i numeri di quanto è stato fatto dal CIMIC del contingente militare italiano in Kosovo dal 1° gennaio di quest’anno. Il contingente militare italiano, attualmente costituito su base 1° Reggimento “Granatieri di Sardegna”, è inserito nel MNBG-W (Multinational Battle Group – West), unità multinazionale a guida italiana comandata dal Col. Carlo Emiliani.
Fiore all’occhiello della Forza Armata, il CIMIC Health Centre rappresenta l’unica struttura del KFOR (Kosovo Force) presente in teatro in grado di fornire un aiuto a tutti i bambini che necessitano di cure che non sono garantite dalle carenti strutture sanitarie locali.
Quotidianamente, infatti, genitori di bambini affetti da patologie molto gravi si presentano presso “Villaggio Italia”, la base militare italiana in Kosovo, chiedendo di poter incontrare gli uomini e le donne del CIMIC Health Centre.
Questo team dell’Esercito Italiano, dopo aver analizzato il caso, contatta ONLUS come l’ASVI, la KIM ed altre organizzazioni come la fondazione Luchetta.
Nello specifico l’Health Centre mantiene e cura i contatti tra le famiglie, le associazioni e le strutture sanitarie italiane, riuscendo a seguire i bambini dal momento della partenza per l’Italia fino al rientro in Kosovo.
Nato fin dall’inizio della missione italiana in Kosovo, questo centro rappresenta in questo momento l’unica realtà a livello multinazionale che continua a fornire questo tipo di assistenza.

Fonte: Ministero della Difesa.

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Cerimonia di chiusura del Primo Corso di addestramento della Oil Police condotto dai Carabinieri della NATO Training Mission Iraq

A Baghdad Presso la sede dell’Accademia della Polizia Federale Irachena (Iraqi Federal Police) a Baghdad, si è svolta la cerimonia di chiusura per gli allievi frequentatori del primo corso della Oil Police ”Oil Facilities Protection Services”.
122 gli allievi tra Ufficiali, Sottufficaili ed agenti che hanno frequentato con successo il corso di addestramento di sette settimane condotto dai Carabinieri in servizio presso la NATO Training Mission Iraq.
Il Ministro dell’interno, Jawad Al Bolani, e del Petrolio, Hussein al-Shahristani, tra le Autorita’ irachene intervenute alla cerimonia cosi’ come i vertici militari della Iraqi Federa Police e della Oil Police.
Presenti i vertici militari della NATO, il Comandante della missione addestrativa della NATO, il Generale di Corpo d’Armata Michael Barbero, ed il Vice Comandante, Generale di Divisione Claudio Angelelli.
Significativa la presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Iraq, S. E. Gerardo Carante, che nel suo discorso ha evidenziato la vicinanza dell’Italia all’Iraq in questa fase di ripresa economica anche attraverso l’attivita’ addestrativa condotta dai Carabinieri e piu’ in generale con il sostegno che il nostro Paese fornisce alla NATO Training Mission Iraq.
I Carabinieri italiani, presenti nella missione della NATO in Iraq dal 2007 hanno addestrato sino ad oggi circa 9000 poliziotti della IRAQI Federal Police e con i corsi dedicati alla Oil Police – polizia responsabile delle infrastrutture per l’estrazione del petrolio ed alle scorte nella movimentazione del greggio su strada – prevedono di addestrare entro la fine del 2011 piu’ di mille poliziotti ed un adeguato numero di istruttori che siano in grado di continuare l’addestramento.
Gli straordinari successi addestrativi che i Carabinieri hanno fino ad oggi ottenuto in Iraq sono stati evidenziati da tutte le Autorita’ intervenute nei loro discorsi ed al termine della Cerimonia, infine, le Autorita’ Irachene hanno consegnato come segno di riconoscimento dell’attivita’ svolta un dono ad alcuni Carabinieri, elementi chiave dell’addestramento.

Fonte: Ministero della Difesa.

Pedopornografia sul Web: solo l’1% delle vittime viene salvato

I bambini su Internet vanno a ruba, nel senso più agghiacciante del termine: la pedopornografia è un settore che non conosce crisi.
Anzi: aumenta il volume d’affari, aumentano i clienti pedofili ma soprattutto cresce in modo inarrestabile il numero dei bambini vittime di sfruttamento sessuale che di quel mercato sono la merce di scambio. I nuovi bambini schiavi di cui si conoscono i volti, ma non le generalità, sono stati oltre quattromila nel 2010. Mille in più dell’anno precedente, tre quarti dei quali ha probabilmente meno di dieci anni.
È quanto emerge dal rapporto mensile diffuso dall’Osservatorio internazionale di Telefono Arcobaleno, che evidenzia che meno dell’1% delle vittime è stato identificato – e quindi salvato – drammatico dato che mostra l’inaccettabile divario esistente fra l’atrocità del mercato della pedofilia online e la scarsa efficacia delle soluzioni adottate per contrastarlo.
I clienti che alimentano il mercato degli oltre 45mila siti rilevati nel corso del 2010 sono per lo più europei, con l’Italia al quinto posto al mondo per consumo di pedopornografia (4,7%), preceduta da USA (23%), Germania (18,6%), Russia (5,7%) e Regno Unito (5,7%). Il paese che invece “vanta” il maggior numero di provider che ospitano siti pedopornografici è la Germania (1.079), seguito da Usa (614), Olanda (467), Russia (240), Thailandia (53).
I provider che ospitano siti pedoprnografici segnalati nel mondo dal 1996 a oggi sono stati 322.482.
Nel 2010 si è rilevato un incremento del 6%, e solo nel novembre sono stati 2.580.
«Lo sfruttamento sessuale dei bambini nell’ambito della pedopornografia – osserva il presidente di Telefono Arcobaleno Giovanni Arena – è stato erroneamente considerato per troppo tempo alla stregua di un crimine informatico piuttosto che, come dovrebbe essere, una vera e propria forma di riduzione in schiavitù , con la conseguente scarsa attenzione all’identificazione delle vittime, alla loro cura, al sostegno e al reinserimento sociale».

Fonte: Corriere della Sera.

Il Generale di Corpo d’Armata Biagio Abrate è il nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa

La nomina di Biagio Abrate a Capo di Stato Maggiore della Difesa ha avuto un consenso bipartisan e per tutta la giornata di ieri si sono susseguiti complimenti e commenti entusiasti da parte di esponenti del centrodestra e del centrosinistra. Il Sottosegretario Guido Crosetto (Pdl) ha sottolineato la professionalità e l’impegno di Abrate, mentre Francesco Rutelli (Api) la considera una scelta seria in continuità con lo sforzo di modernizzazione delle Forze Armate. Unica voce fuori dal coro quella del Pdm: “Nulla da dire sulle capacità prefessionali del Gen. Abrate ma con questa nomina l’affermazione dei diritti e della democrazia nel mondo militare subirà una spiacevole battuta di arresto – spiega Luca Comellini”….

GUIDO CROSETTO (PDL): “Sono particolarmente lieto per la nomina del Generale Biagio Abrate a Capo di Stato Maggiore della Difesa. Una nomina che premia la carriera del Generale Abrate, contraddistinta da prestigiosi incarichi, ricoperti sempre con straordinario impegno ed eccellente professionalità. Sono certo che il Generale Abrate saprà assolvere l’impegno con la diligenza e la competenza del suo predecessore, Generale Camporini, cui vanno sentiti ringraziamenti per come ha operato in tutti questi anni”.

FRANCESCO RUTELLI (API): ”Con la nomina del generale Abrate il governo ha fatto una scelta seria, in continuita’ con lo sforzo di modernizzazione delle nostre Forze Armate. Al Generale Abrate vanno le mie congratulazioni. Ma soprattutto, al generale Camporini deve andare il ringraziamento e il plauso di tutte le Istituzioni per il lavoro svolto a servizio della Nazione. Il suo impegno ha reso possibile un contributo di qualità dell’Italia al fianco delle nazioni alleate in teatri particolarmente sensibili per la sicurezza, con il solo obiettivo di garantire pace e stabilita’. E lo ha fatto nonostante un bilancio in costante ridimensionamento e senza una precisa programmazione di spesa. Cio’ ha reso il suo lavoro ancora piu’ encomiabile. L’occasione della nomina di Abrate ci consente di rinnovare la richiesta al governo e al ministro della Difesa di un ampio dibattito in Parlamento sulla revisione del modello di Difesa e la definizione di una moderna dottrina della sicurezza nazionale, legata a una riconsiderazione delle componenti del bilancio per le nostre Forze Armate. Se c’e’ un punto di assoluta credibilita’ internazionale che l’Italia puo’ vantare sta proprio nella qualita’ delle donne e degli uomini che indossano la divisa”.

ANTONIO RUGGHIA (PD): “Mi congratulo con lei per l’impegnativo e prestigioso incarico ricevuto. Colgo l’occasione per augurare a Lei e a tutto il personale delle Forze Armate i migliori auguri di buon lavoro”.

LUCA COMELLINI (PDM): “Con un Ministro del genere non mi sorprende la nomina del generale Abrate a capo di stato maggiore della difesa. A questo punto non posso non esprimere la preoccupazione per ciò che si profila all’orizzonte per le nostre forze armate per le quali mi sembra sempre più concreto il pericolo di avere in futuro uno strumento militare basato sempre più sugli armamenti e nuove tecnologie, ma con una ridottissima componente umana. Non metto assolutamente in dubbio le qualità militari del generale, ma non posso non ricordare che fu proprio Abrate, nel luglio del 2007, per conto del Ministro della difesa, a firmare un documento con il quale impartendo disposizioni volte ad indagare sulle mie opinioni politiche e a reprimere ogni mia libertà di espressione, chiese all’allora capo di SMD e al capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare di conoscere l’esistenza ogni attività intesa a scongiurare che singoli militari potessero esprimere liberamente il proprio pensiero o collaborare con associazioni o altri organismi o partito politici. E’ innegabile che nell’ambiente militare tutto ciò che attiene alle libertà e ai diritti costituzionali è sempre stato visto come il fumo negli occhi da parte dei generali, ma dal febbraio del 2006 questi fondamenti della democrazia hanno subito forti scossoni che più di una volta mi hanno fatto temere la loro soppressione. Adesso, temo che con questa nomina l’affermazione dei diritti e della democrazia nel mondo militare subirà una spiacevole battuta di arresto, almeno fino a quando non arriveranno un ministro e un capo di SMD con idee più democratiche e liberali, in linea con il Paese e con l’Europa”.

Il Generale di Corpo d’Armata Biagio Abrate è nato a S. Albano Stura (in provincia di Cuneo) l’8 novembre 1949.

Ha frequentato l’Accademia Militare di Modena dal 1969 al 1971 e, successivamente, con il grado di Sottotenente di fanteria, la Scuola di Applicazione di Torino, nel triennio 1971 – 1974.

Promosso Tenente degli Alpini, ha ricoperto l’incarico di Comandante di plotone fucilieri presso il battaglione alpini “Bolzano” in Bressanone.

Nel 1975 è stato trasferito al battaglione alpini “Trento” in Val Pusteria ove, nei gradi di Tenente e Capitano, ha comandato sia la compagnia mortai sia la compagnia fucilieri.

Nel 1979 è giunto alla Scuola Militare Alpina di Aosta ove ha svolto l’incarico di Comandante di compagnia AUC (Allievi Ufficiali di complemento).

Dal 1987 al 1990 è stato impiegato allo Stato Maggiore dell’Esercito dove, nei gradi di Maggiore e Tenente Colonnello, è stato Addetto alla 2^ Sezione dell’Ufficio Reclutamento, Stato e Avanzamento.

Dal 1990 al 1992 è stato Comandante del battaglione alpini “Bassano” in San Candido (BZ).

Nel 1992 è stato nominato Capo di Stato Maggiore della Scuola Militare Alpina in Aosta.

Nel 1994, nel grado di Colonnello, è stato designato Comandante del Distretto Militare di Firenze .

Nel 1996 è stato trasferito al Gabinetto del Ministro della Difesa quale Capo del 1° Ufficio.

Nel 1998 è stato destinato alla Brigata alpina “Taurinense” in Torino dove ha ricoperto l’incarico di Vice Comandante della Brigata fino al 29 ottobre 1999 nei gradi di Colonnello e poi di Generale di Brigata.

Dal 30 ottobre 1999 all’11 novembre 2000 è stato Comandante della Brigata alpina “Taurinense”. In tale periodo, e precisamente dal 3 luglio al 3 novembre 2000, è stato Comandante della “Multinational Brigade West” a Pec in Kosovo.

Dal 12 novembre 2000 al 3 luglio 2001 ha assolto l’incarico di Capo di Stato Maggiore delle Truppe Alpine in Bolzano.

Dal 4 luglio 2001 ha assunto l’incarico di Vice Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa.

Il 1° gennaio 2003 è stato promosso Generale di Divisione e dall’8 febbraio 2006 ha ricoperto l’incarico di Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa (On. Prof. Antonio Martino).

Nella legislatura successiva è stato nominato Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa (On. Prof. Arturo Parisi) e il 23 gennaio 2007 è stato promosso Generale di Corpo d’Armata.

Nell’attuale legislatura è stato confermato Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa (On. Avv. Ignazio La Russa), fino all’assunzione dell’attuale incarico di Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti.

Ha frequentato i corsi formativi di sci e di alpinismo (1974), i corsi di perfezionamento sciistico ed alpinistico (nel 1975 e nel 1976), ottenendo i brevetti di “Istruttore militare scelto di sci” e di “Istruttore Militare scelto di alpinismo” nonché le qualifiche di “Guida alpina” e di “Alpinista accademico” militare.

Ha altresì frequentato il 108° corso di Stato Maggiore (1983-1984), il 108° corso superiore di Stato Maggiore (1986-1987) ed infine, nel 1995-1996, l’Istituto Alti Studi per la Difesa.

Si è laureato ed ha altresì conseguito un Master di 2° livello in “Scienze strategiche” presso l’Università di Torino. Si è inoltre laureato in “Scienze politiche” presso l’Università di Trieste con Tesi in “Diritto internazionale”.

Il Generale Abrate è insignito della Medaglia d’Argento al merito di lungo comando, della Croce d’Oro con stelletta per anzianità di servizio militare, della Medaglia Mauriziana al merito della carriera militare, dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, della Croce di Commendatore con spade dell’Ordine al merito melitense e dell’onorificenza dell’Ordine Equestre di San Gregorio Magno.

Gli sono state altresì conferite la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia e la Croce di Bronzo al merito dell’Esercito, per i meriti acquisiti nel corso della missione in Kosovo nel 2000, quale Comandante della Multinational Brigade West.

Il Generale Abrate è sposato con la Signora Maria Antonia ed ha due figli, Paolo e Giulio.

Fonte: N.S.D. e Ministero della Difesa.