Archivi del mese: maggio 2011

Perché i giapponesi non protestano?

Un ottimo articolo di Kazuyo Kato per “The Diplomat”.

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Ridefinire una lunga guerra

Un interessante articolo della WPR, dove in pochi punti si cerca di capire come gli Stati Uniti possano ottenere la massima resa defalcando gli sforzi.

Pakistan: pazienza e non punizioni

Il constatare che Osama Bin Laden ha vissuto a meno di un miglio da un’accademia militare pakistana ha sollevato una serie di interrogativi sulla situazione dell’Esercito e dei servizi di intelligence pakistani, puntando il dito e l’obiettivo sulla debolezza di questo Stato.
Un articolo del New York Times.

Sepoltura in pelli suine per combattere il terrorismo islamico

“Mi rivolgo al pragmatico ministro Maroni, perché, come prevenzione scientifica delle eventuali azioni stragiste di al-Qaeda, mobiliti la cooperazione emiliano-romagnola e toscana per la produzione industriale di pelli di maiale fornite di zip per la perfetta chiusura stagna”.

Questo è quanto chiede Giancarlo Lehner, deputato “Responsabile”, che motiva così la sua richiesta: “Non è uno scherzo, bensì l’uovo di Colombo, trattandosi di un deterrente micidiale contro il terrorismo islamico. Per dissuadere gli aspiranti kamikaze ed i professionisti del terrorismo, basterebbe far loro sapere attraverso delle pubblicità-progresso che l’Italia è attrezzata per dare ‘degna’ sepoltura, dentro pelli suine, ai loro caduti. Il kamikaze, infatti, vede nella morte il mezzo rapido per ascendere nel Paradiso maomettano, dove fontane, frescure e vergini son lì per arrecargli eterna e concreta beatitudine. Viaggio ascensionale che verrebbe impedito proprio dal seppellimento dentro un feretro di cotenna suina” conclude Lehner.

Fonte: FrontiereNews.

Esiste anche questo.
Poveri noi…

E’ questo il Mondo che abbiamo creato?

Just look at all those hungry mouths we have to feed
Take a look at all the suffering we breed
So many lonely faces scattered all around
Searching for what they need

Is this the world we created?
What did we do it for?
Is this the world we invaded
Against the law?
So it seems in the end
Is this what we’re all living for today?
The world that we created

You know that every day a helpless child is born
Who needs some loving care inside a happy home
Somewhere a wealthy man is sitting on his throne
Waiting for life to go by

Is this the world we created?
We made it on our own
Is this the world we devastated
Right to the bone?
If there’s a God in the sky looking down
What can he think of what we’ve done
To the world that He created?

Guardiamo solo a tutte queste affamate bocche che dobbiamo nutrire/Diamo un’occhiata a tutte la sofferenza che produciamo/Così tanti volti soli sparsi qua e là/Che cercano ciò di cui hanno bisogno/È questo il mondo che abbiamo creato?/Per cosa lo abbiamo fatto?/È questo il mondo che abbiamo invaso contro la legge?/Così sembra alla fine/È questo ciò per cui viviamo oggi?/Il mondo che abbiamo creato/Sapete che ogni giorno nasce un bambino indifeso/Che ha bisogno di un po’ di cure amorevoli in una casa allegra/Da qualche parte un uomo ricco siede sul suo trono/Aspettando che la vita passi/È questo il mondo che abbiamo creato?/Lo abbiamo fatto da soli/È questo il mondo che abbiamo devastato/Fino all’osso?/Se c’è un Dio in cielo che guarda giù/Cosa può pensare di ciò che abbiamo fatto/Al mondo che Lui ha creato?

La fine di Bin Laden e la primavera araba

Un interessante articolo dal WPR.

Trovare un percorso alternativo per l’Afghanistan

L’uccisione Osama Bin Laden, unito al successo dell’attacco dei droni in Pakistan hanno aggiunto una grande pressione sull’amministrazione Obama per trovare il modo di ridurre il coinvolgimento statunitense in Afghanistan.

Un articolo del Washington Post.