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Stragi naziste: la Germania vince il ricorso contro l’Italia

La Germania non paga. Vi mando all’articolo di Lettera43: http://www.lettera43.it/attualita/38582/stragi-nazi-berlino-non-paga.htm .

Il potenziale aereo della Coalizione

Una firma bipartisan contro le mutilazioni genitali

Mara Carfagna ed Emma Bonino hanno firmato stamani, a Palazzo Chigi, il petalo rosa simbolo della campagna mondiale contro le mutilazioni genitali femminili promossa in Italia da Aidos e Amnesty International.
Una campagna, ha sottolineato la presidente di Aidos Daniela Colombo, che ha l’obiettivo di raccogliere 8.000 firme al giorno, perché tante sono nel mondo le bambine che in media rischiano di subire mutilazioni dei genitali, circa 3 milioni all’anno.
In Europa sono 500mila le donne che hanno subito una qualche forma di mutilazione genitale, e sono 38.000 le donne straniere residenti in Italia e con regolare permesso di soggiorno che nel loro Paese hanno subito questa violenza. Circa mille le bambine straniere che vivono nel nostro Paese che sono a rischio di subire una qualche forma di mutilazione genitale.
Aidos e Amnesty hanno chiesto al ministro per le pari opportunità un impegno affinché le vittime di Mgf possano ottenere il diritto di asilo, la legge contro le Mgf («la migliore al mondo») sia ri-finanziata, e affinché il suo dicastero mantenga la leadership su questa materia: «non è materia per le Regioni» hanno spiegato.
«L’Italia», ha risposto Mara Carfagna, «è in prima linea nella lotta alle Mgf e nella richiesta di una risoluzione dell’Assemblea generale dell’Onu per metterle al bando, grazie anche alla sensibilità del ministro degli esteri Franco Frattini. Speriamo di convincere i Paesi africani, finora piuttosto tiepidi». «Questo è un momento cruciale della campagna contro le mutilazioni», ha detto la senatrice radicale Bonino, «vogliamo una risoluzione entro l’anno. Cambiare si può: su 29 Paesi dove si praticano le Mgf, 19 hanno ottenuto una legge nazionale di interdizione».

Fonte: Il Secolo XIX .

Kabul: il giardino delle donne

Un posto dove le donne sono libere. Un giardino dove a crescere non sono solo i fiori, ma le opportunità.
L’Italia e gli Stati Unitihanno lavorato insieme in Afghanistan per costruire il Giardino delle donne a Kabul: lo Sharara Garden. L’inaugurazione è avvenuta alla presenza dell’Ambasciatore italiano, Claudio Glaentzer, del Ministro degli Affari Femminili, Husun Bano Ghazanfar, dell’Ambasciatore americano Karl W. Eikenberry, e del Responsabile Paese della ONG Care. Il giardino è stato riabilitato da USAID e Care con la collaborazione del Governo italiano, e le strutture costruite dalla Cooperazione Italiana: il Training center, il ristorante Hamesha Bahar, e l’asilo per i bambini delle donne che frequentano il Giardino.
Allo Sharara Garden le donne di Kabul gestiscono alcuni negozi, passeggiano, chiacchierano, seguono corsi di formazione professionale, come quelli avviati nel 2004 nell’ambito del progetto italiano di Formazione Professionale e Imprenditoria Femminile.
Un programma pilota, forse unico nel suo genere, perché ha insegnato a un gruppo di donne vulnerabili mestieri per lo più riservati agli uomini, come il taglio e la lavorazione delle gemme, l’assemblaggio di apparecchi solari e fotovoltaici, la riparazione di strumenti elettronici, la ristorazione e il catering.
Le donne coinvolte nel programma hanno dato vita a quattro piccole imprese, ormai indipendenti che costituiscono un esempio di emancipazione economica e di sviluppo sociale. Sultan Razia intaglia pietre e crea gioielli, Tolo-e-Shams lavora nel settore dell’elettronica e del fotovoltaico, Mushtari offre servizi di catering mentre Hamesha Bahar, l’unica attività ad avere ancora sede nel Giardino, è l’unico ristorante-pizzeria gestito da donne in tutta Kabul.
A gennaio del 2011, il Training Centre della Cooperazione Italiana avvierà nel Giardino delle Donne un nuovo ciclo di corsi di formazione professionale.

Fonte: MaE.

Islamabad chiama Italia

Al confine con l’Afghanistan e con un ruolo chiave nell’area, il Pakistan punta moltissimo sull’Italia perché divenga un interlocutore terzo rispetto a Usa e Cina, e lo aiuti anche nei rapporti con l’Unione Europea.
Andrea Margelletti, presidente del CeSI, è appena tornato da incontri in loco con autorità politiche e militari.
Spiega a Panorama: “Ci chiedono cooperazione economica e militare e desiderano che Silvio Berlusconi si rechi in visita quanto prima”.
In ballo ci sono attività nei settori turistico, agro-alimentare, estrattivo ed energetico.

Fonte: Panorama.

Energie pulite: nasce a Pechino un centro sino-europeo a guida italiana

Avrà una forte impronta italiana il Centro sino-europeo per le energie pulite che sarà inaugurato il 30 aprile a Pechino dal Presidente della Commissione UE Barroso e dal Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo. Il centro, infatti, sarà gestito da un consorzio guidato dal Politecnico di Torino. Il progetto ha un valore strategico nel quadro della cooperazione UE-Cina in materia ambientale, oltre che sul piano bilaterale.
La sede della struttura sarà collocata nell’edificio simbolo della cooperazione italo-cinese: il Palazzo Eco-efficiente presso l’Università di Tsinghua, progettato e realizzato con finanziamenti del Ministero dell’Ambiente e con tecnologia italiana, già sede del Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Ateneo.
Il Centro potrà essere una straordinaria piattaforma per promuovere collaborazioni innanzitutto di natura commerciale, ma anche di sviluppo tecnologico, di capacity building, di formazione, di assistenza in quelle che sono le cinque aree prioritarie di intervento del progetto: carbone pulito, carburanti biologici, risorse, efficienza energetica e smart grids.
Secondo molti studi internazionali del settore nel 2009 la Cina è stato il Paese che ha realizzato i maggiori investimenti al mondo nel settore delle energie pulite (34 miliardi di dollari) e secondo le proiezioni governative gli investimenti continueranno a crescere del 25% nel 2010. Per modificare il suo mix energetico e rendere il suo fabbisogno sostenibile nel medio periodo, la Cina si è data delle precise scadenze interne, e per rafforzare le sue capacità tecnologiche guarda all’Europa, riconoscendo la leadership che essa ha in questo settore.

Fonte: MaE.

Hariri ringrazia l’Italia per il suo ruolo e l’impegno nell’ Unifil

Un ringraziamento all’Italia ‘’per lo storico ruolo cruciale svolto nei confronti del Libano’’ e’ stato fatto dal premier libanese Sasd Hariri dopo il suo colloquio con il premier italiano, Silvio Berlusconi. Hariri, in particolare, ha fatto riferimento al 2006 quando l’Italia ospitò la conferenza diplomatica che aprì ‘’la strada alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1701’’ che pose fine alla guerra di 34 giorni con Israele. Il premier libanese ha anche espresso ‘’profonda gratitudine e apprezzamento al premier e al popolo italiano che ha accettato di inviare piu’ di 2000 uomini e donne per prendere parte alla missione Unifil’’ che, ‘’sotto la guida italiana ha svolto un ruolo centrale nell’assistere le nostre forze armate a mantenere calma e stabilita’ al nostro confine mediorientale’’.

Berlusconi ha rivolto al premier libanese, ‘’un augurio di cuore per il proseguimento del suo governo’’, ed ha ribadito pure l’assicurazione di una vicinanza dell’Italia anche attraverso lo sviluppo dei nostri rapporti culturali e commerciali: ho assunto l’impegno di operare anche un supporto all’economia di quel Paese che sotto la guida di Hariri non ha sofferto della crisi mondiale ma anzi ha avuto una crescita di oltre l’8%’’, ha detto il Presidente del Consiglio. ‘’L’Italia e’ il secondo esportatore dopo la Cina di prodotti in Libano, Paese che ha superato frangenti difficili – ha aggiunto Berlusconi – ma che, come dimostrano i conti, sta ritornando ad essere un Paese che progredisce e che, una volta tornata la pace nella regione, può puntare ad accrescere il suo livello di benessere, sicurezza e prosperità’.

Sul processo di pace in Medioriente Hariri ha detto di ‘’apprezzare’’ le dichiarazioni di Silvio Berlusconi al vertice della Lega araba lo scorso marzo, quando ‘’con forza e passione ha lanciato un appello per un progresso credibile verso una pace giusta e globale e affinché la comunità internazionale lo ponga come priorità’’.

Il premier libanese prima del colloquio con il presidente del Consiglio era stato ricevuto dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, assistito dal Ministro Franco Frattini.

Fonte: MaE.