Archivi tag: nucleare

Perché i giapponesi non protestano?

Un ottimo articolo di Kazuyo Kato per “The Diplomat”.

Il palazzo di Gheddafi

Il lusso non è tutto a palazzo al-Bayda.
Un video dal sito di Aljazeera.

La mappa del futuro nucleare asiatico

Il nuovo START è entrato in vigore.
E ‘giunto il momento per i Paesi asiatici di rafforzare ed aiutare ad affrontare la minaccia nucleare.
Un articolo di Richard Weitz.

L’anno più pericoloso di sempre: dalle astronavi segrete ai droni killer

Un bel riassunto da DangeRoom: http://www.wired.com/dangerroom/2010/12/most-dangerous-year-ever/ .

Nucleare iraniano: accordo con Brasile e Turchia

L’Iran ha raggiunto un accordo per lo scambio di combustibile nucleare con Brasile e Turchia.
Lo ha annunciato il ministro degli Esteri di Ankara, Ahmet Davutoglu, da Teheran, dove sono in corso i negoziati tra le autorità iraniane, il presidente brasiliano Lula, e il premier turco Erdogan.
I due leader stanno cercando di trovare un accordo complessivo che sblocchi lo scambio ed eviti all’Iran una nuova tornata di sanzioni.
Secondo l’intesa originaria, siglata a Vienna il 1 ottobre scorso, Teheran avrebbe ceduto 1.200 kg di uranio arricchito al 3,5% in cambio di barre di combustibile raffinato al 20% processate prima in Russia e poi in Francia. “Abbiamo raggiunto un accordo dopo 18 ore di trattative”, ha spiegato Davutoglu ai giornalisti specificando che l’annuncio formale sarà dato lunedì dopo l’ultima revisione del documento da parte del presidente iraniano, Mahmoud Ahmdinejad, del brasiliano Lula e del turco Erdogan.
“Informeremo in settimana l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) di questo accordo”, che prevede uno scambio di uranio arricchito iraniano al 3,5% con combustibile altamente arricchito per il reattore medico di Teheran. “L’Aiea deve informare il gruppo di Vienna (Stati Uniti, Russia, Francia) di questa posizione”, ha aggiunto.

Fonte: TGCom.

Nucleare: al via il summit di Washington

Si apre a Washington il Nuclear Security Summit.
Durante il vertice, voluto da Barack Obama, i leader di 47 Paesi discuteranno di sicurezza e terrorismo nucleare, cercando di trovare un terreno commune e una base di partenza per il lavoro degli anni a venire. Il presidente Usa ha completato cinque incontri bilaterali con i leader di India, Pakistan, Sudafrica, Kazakistan e Nigeria. Volerà negli Stati Uniti per il summit anche Silvio Berlusconi.
Dopo la storica firma a Praga del nuovo trattato Start tra Russia e Stati Uniti, prosegue lo sforzo in materia di sicurezza nucleare del presidente americano Barack Obama, in quello che appare come lo sforzo diplomatico più impegnativo della sua presidenza. Si tratta del maggior vertice sul tema dal 1945. Quarantasette i Paesi presenti.
Il principale obiettivo della due giorni voluta da Barack Obama è trovare un terreno comune e fissare le linee guida che consentano di proseguire con le politiche di non proliferazione nucleare e di rispondere in modo deciso alla minaccia di terrorismo nucleare, che il presidente americano ha descritto come “il maggiore pericolo per la sicurezza nazionale”, come ha ricordato nei giorni scorsi Ben Rhodes, vice consigliere per la sicurezza nazionale e per la comunicazione strategica.
“Il presidente vuole che entro quattro anni le scorte di uranio altamente arricchito in ogni parte del globo siano soggette a misure di sicurezza estremamente rigide. La maggior parte dei Paesi a livello globale hanno interesse a limitare la minaccia di terrorismo nucleare”, ha detto Steven Pifer, esperto in materia della Brookings Institution.
Oltre al summit in sé, si guarda anche agli incontri bilaterali che il presidente Obama ha organizzato a margine dei lavori ufficiali. Alcuni si sono tenuti sabato. Il primo, alla Blair House, con il primo ministro indiano Manmohan Singh. Tra i temi in discussione durante gli incontri una delle questioni centrali della politica estera di Obama, ovvero l’Iran e la necessità di sanzioni capaci di dissuadere Teheran dal proseguire con le proprie ambizioni nucleari. “E’ una questione separata dall’agenda del summit, comunque gli Stati Uniti continuano a lavorare con il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per fare pressione affinché l’Iran si attenga ai propri obblighi nell’ambito dei trattati di non proliferazione nucleare e Obama ne discuterà durante alcuni dei bilaterali”, aveva detto Rhodes.
Tra gli incontri in programma per Obama, il più importante è quello con il premier cinese Hu Jintao, durante il quale dovrebbero essere affronte non solo le questioni sul nucleare, ma anche questioni valutarie, alla luce della visita in Cina del segretario al Tesoro Timothy Geithner e dopo che il Governo Obama ha deciso di posticipare la diffusione del rapporto in cui la Cina potrebbe essere ufficialmente accusata di manipolare il valore della propria valuta.

Fonte: TGCom.

Iran: l’Italia è manovrata da altri Paesi.

L’Italia mostra di essere “sotto l’influenza della propaganda di altri Paesi” quando insiste perché vengano adottate sanzioni contro l’Iran per il suo programma nucleare.
Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Ramin Mehman-Parast, riferendosi evidentemente all’influenza degli Usa.
Mehman-Parast, che parlava nella sua conferenza stampa settimanale, ha infatti risposto così a una domanda a proposito delle dichiarazioni del ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, che in diverse occasioni nelle ultime settimane ha insistito sulla necessità di adottare sanzioni più dure nei confronti di Teheran. In particolare, proprio lunedì, parlando da Bruxelles in occasione di una riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione europea, il capo della Farnesina ha dichiarato che “non si può accettare che l’Iran continui a prendere tempo”.
“I Paesi dell’Unione europea, come l’Italia o la Francia – ha detto il portavoce iraniano – non hanno motivo di essere preoccupati. Le nostre attività nucleari si svolgono sotto la sorveglianza degli ispettori internazionali e servono solo a rispondere ai nostri bisogni interni (di combustibile, ndr)”.
“Ma sembra – ha aggiunto Mehman-Parast – che la propaganda di alcuni Paesi abbia il suo effetto su certi Paesi dell’Unione europea”.
Intanto Pechino ha ribadito il suo invito “a tutte le parti in causa” perché intensifichino i loro sforzi per trovare una soluzione negoziata al problema del programma nucleare dell’Iran. Lo ha detto in una conferenza stampa a Pechino il portavoce del ministero degli esteri Qin Gang.
La scorsa settimana, gli esperti dell’Onu avevano espresso il timore che Teheran stia lavorando allo sviluppo di un missile a testata nucleare. Il governo iraniano ha affermato di essere in grado di produrre uranio parzialmente arricchito, che potrebbe essere usato per costruire bombe atomiche, e di essere pronto a iniziare la costruzione di dieci nuovi impianti per l’arricchimento dell’uranio. A Pechino, il portavoce del ministero degli Esteri Qin Gang ha affermato che la Cina “ha preso atto” delle preoccupazioni degli ispettori dell’Onu.

Fonte: TGCom.