Archivi tag: scuola

L’istruzione femminile: uno sguardo

A che punto è il progresso per l’educazione di bambine, ragazze e giovani donne nei Paesi in via di sviluppo?

Un ottimo articolo di Rebecca Winthrop.

 

Istruzione

Il PRT Italiano realizza quattro progetti in favore delle istituzioni di Herat

Il Provincial Reconstruction Team di Herat – l’unità costituita dal 1° reggimento artiglieria da montagna – ha realizzato quattro importanti progetti a impatto immediato in favore delle istituzioni locali della provincia, per un totale di circa 30.000 Euro.
Primo dei beneficiari è stato il carcere minorile di Herat, al quale i militari italiani hanno fornito condizionatori e ventilatori, oltre a una partita di medicinali. La struttura è stata poi arricchita di una fossa settica e di un nuovo locale per il corpo di guardia.
Il comando della polizia di Herat ha visto potenziare le proprie capacità investigative attraverso l’acquisizione di computer, stampanti, scanner e fotocopiatrici. Insieme al materiale informatico, il PRT ha consegnato 5.000 litri di carburante per i mezzi delle forze dell’ordine.
Sono stati inoltre acquistati materiali d’arredo per la sede Consiglio Provinciale di Herat, l’organo eletto dal popolo a rappresentanza di tutti i distretti della provincia, la cui struttura era stata costruita dal PRT nel 2006.
Il plotone del 1° da montagna distaccato presso la Task Force Centre di Shindand per condurre attività di cooperazione civile-militare ha infine consegnato una’importante partita di medicinali all’ospedale distrettuale di Adraskan.
“Le iniziative rientrano nel novero dei progetti a impatto immediato, che si aggiungono alle realizzazioni a medio e lungo termine intraprese dal PRT di Herat – con un budget di oltre 5 milioni di Euro messo a disposizione dal Ministero della Difesa – secondo le priorità indicate dal Provincial Development Commitee, l’organo governativo provinciale in cui vengono invece definite le priorità dei progetti e di cui il PRT è parte integrante a titolo consultivo”, così ha dichiarato il colonnello Emmanuele Aresu, comandante dell’unità di stanza a Herat nel corso di una delle cerimonie formali di consegna.

Fonte: Ministero della Difesa.

I talebani lanciano gas su una scuola femminile di Kunduz

Una cinquantina di bambine sono rimaste intossicate da un gas sprigionato nella loro scuola di Kunduz, nel nord dell’Afghanistan. Lo ha riferito un capo di polizia provinciale indicando come responsabili dell’attentato i talebani, che si oppongono fra l’altro all’istruzione femminile. Il funzionario di polizia, Abdul Razzaq Yaqubi, ha precisato che a sentirsi male, in alcuni casi fino a svenire, sono state 48 ragazzine e alcuni professori.
Fonti ufficiali dell’ospedale di Kunduz hanno riferito che molto scolare hanno accusato dolori, vertigini e vomito.
Quando erano saliti al potere in Afghanistan, tra il 1996 e il 2001, i talebani avevano abolito ogni forma di istruzione femminile, e la questione rimane controversa in gran parte dell’Afghanistan.
Attentati simili a questo erano stati compiuti negli anni scorsi in altre parti del Paese, pure dove la presenza talebana risulta più debole. Soltanto la settimana scorsa, ha ricordato Yaqubi, il capo della polizia provinciale, 20 bambine si erano ammalate per un sospetto avvelenamento in un’altra scuola di Kunduz.
Nel sud e nell’est dell’Afghanistan, dove i talebani controllano città e villaggi, le scuole femminili restano chiuse, gli insegnanti vengono minacciati e qualche bambina è stata addirittura sfigurata con l’acido.
“Ero in classe quando ho sentito l’odore come di un fiore”, ha raccontato Sumaila, 12 anni, una delle piccole ricoverate. “Ho visto le compagne e il professore svenire – ha riferito ancora la bambina – e quando o riaperto gli occhi ero in ospedale”. Nonostante l’intossicazione, Sumaila spera che il padre le consenta di tornare a scuola: “Sono molto impaurita – ha detto la bambina – I miei genitori sono preoccupati. Mio padre mi ha detto che ho imparato molto. Non so se mi consentiranno ancora di andare a scuola dopo quello che è accaduto”.

Fonte: TGCom.

Afghanistan: una nuova scuola inaugurata dal PRT italiano

Nell’ambito del progetto di sviluppo del settore scolastico portato avanti in collaborazione con il Dipartimento dell’educazione della provincia di Herat, il Provincial Reconstruction Team italiano inaugura una nuova scuola a Seyawashan, un villaggio del distretto di Gozara, noto per i ripetuti attacchi perpetrati tempo addietro dagli insorti contro le forze di ISAF e che oggi, grazie alla costante presenza delle ANSF (Afghan National Security Forces) e di ISAF, gode di un sempre più stabile livello di sicurezza a tutto beneficio della popolazione.
La scuola, una struttura di 800 metri quadrati del valore di circa 90 mila euro realizzata grazie ai fondi messi a disposizione dal Ministero della Difesa, consta di dieci classi ed è dotata di tutti i servizi generali compreso un campo sportivo polivalente.
Alla cerimonia di inaugurazione, presente un gran numero di giovanissimi studenti, hanno preso parte il Comandante del Provincial Reconstruction Team, Colonnello Claudio Dei, il Governatore del distretto di Gozara, Ziayudeen Sharify, il rappresentante del governatore di Herat, Shaoobi Masoomi, il capo dipartimento dell’educazione di Herat, Azrat Ghulam Tanha, il vice Comandante provinciale dell’Afghan National Police, Colonnello Delewar Delewarsaha, numerose altre autorità ed elders locali.
Il Governatore di Gozara, Ziayudeen SHARIFY, ha ringraziato il Comandante del Provincial Reconstruction Team, Colonnello Claudio Dei, “per lo sforzo e l’impegno profuso dal contingente italiano a favore dello sviluppo e della ricostruzione del distretto di Gozara, in particolare nel settore dell’educazione, di fondamentale importanza per l’istruzione dei giovani studenti del distretto”.
In questi ultimi mesi, nel villaggio di Seyawashan – 15 chilometri a sud-est di Herat – è stato sviluppato un programma infrastrutturale riguardante, oltre alla costruzione della suddetta scuola, la ristrutturazione di un secondo edificio scolastico, la realizzazione di un importante tratto di strada (2 chilometri asfaltati e 14 chilometri in macadam), di un pozzo per l’approvvigionamento di acqua potabile e l’irrigazione dei terreni destinati alla coltivazione nonché il ripristino di alcuni fondamentali sottoservizi stradali per lo smaltimento delle acque.
“Tutte queste opere – ha confermato il Comandante del Regional Command West, Generale di Brigata Alessandro Veltri – continuano ad essere sviluppate per il soddisfacimento dei bisogni primari della popolazione e a consolidamento del rapporto di fiducia che la stessa oramai nutre nei confronti delle forze di ISAF e delle Afghan National Security Forces”.

Fonte: Ministero della Difesa.

Scuole per l’Africa

Spesso mi sento dire “Ci sono tanti bambini bisognosi anche da noi, perché aiutare loro?”.
La risposta è nelle parole di un mio grande, immenso, amico che conosce le realtà di questi Paesi da vicino: “Era arrivato un bambino all’unità medica. Passava le ore a guardare i lampadari e le lampadine. Per lui schiacciare un bottone e vedere la luce era una specie di miracolo…” .

“Scuole per l’Africa” (Schools for Africa – SFA nella versione internazionale) è una campagna straordinaria di raccolta fondi nata grazie all’attivismo del Nobel per la pace e primo Presidente del Sudafrica dopo l’apartheid, Nelson Mandela per favorire l’accesso all’istruzione di base dei bambini africani e per alleviare la povertà, particolarmente nelle comunità rurali del continente.
Oggi, nei paesi dell’Africa a Sud del Sahara, circa un bambino su tre non ha accesso alla scuola primaria.
In particolare, nelle aree rurali le scuole sono poco numerose e scarsamente equipaggiate, spesso sovraffollate o troppo lontane da raggiungere.
La campagna “Scuole per l’Africa” aiuterà le comunità locali a riparare le vecchie scuole e a ricostruirne di nuove.
Gli abitanti dei villaggi coinvolti saranno attori di questo progetto e costruiranno o ripareranno essi stessi le scuole, assumendosi la responsabilità della loro manutenzione, un prerequisito importante per la sostenibilità del progetto nel lungo periodo.
“Scuole per l’Africa” è stata lanciata nel 2005 dall’UNICEF, dalla Nelson Mandela Foundation e dalla Hamburg Society per la promozione della democrazia e del diritto internazionale.
Obiettivo finale di “Scuole per l’Africa” è di permettere a 2 milioni di bambini di andare finalmente a scuola.
Grazie alla formazione degli insegnanti, il numero complessivo di bambini che beneficeranno della campagna toccherà quota 4 milioni.

Qui potete vedere il nuovo video.

Fonte: UNICEF Italia.